Capannone sotto sequestro

SANNAZZARO.Quella scorsa è stata una notte di intenso e difficile lavoro alla C.R. di via Alessandria: quattro squadre di vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile per arginare l'incendio che ha causato ustioni di primo grado e gravi conseguenze all'apparato respiratorio a due operai, Claudio Rodella e Vincenzo Gargiulo, che si trovano ora in prognosi riservate, nonché la preoccupante emissione di fumi che hanno invaso per oltre sei ore la zona attigua allo stabilimento che tratta il recupero ed il riciclo di rifiuti speciali.
L'intera area è sotto sequestro con il blocco dell'attività produttiva; dalla notte scorsa la C.R. è presidiata dai carabinieri e ieri mattina è stato condotto un sopralluogo per l'accertamento dei motivi all'origine dell'incendio. Con i carabinieri c'erano anche i tecnici dell'Asl di Pavia, dell'Arpa, i vigili del fuoco, gli amministratori comunali di Sannazzaro e Ferrera.
Il grave incendio, cui ha fatto seguito l'emissione in aria di una densa coltre fumogena dall'odore acre e pungente, caratteristico della plastica bruciata, pare non abbia prodotto apparenti danni all'ambiente.
Certo è che per precauzione gli amministratori comunali di Ferrera, verso il cui abitato era diretta la cortina di fumo sospinta dal vento, hanno preferito bloccare la processione del venerdi santo prevista per le strade del paese; più tardi, il fumo ha invaso anche le quattro abitazioni che sorgono nelle vicinanze dello stabilimento C.R. al punto che le famiglie residenti hanno dovuto abbandonare le loro case sino all'alba, ovvero sino al cessato allarme avvenuto verso le 3 di notte.
Nel frattempo l'opera di spegnimento dell'incendio avvenuto a seguito di un probabile scoppio nel secondo dei tre capannoni industriali della C.R. è continuata con le autopompe dei vigili del fuoco di Pavia e di Mede che hanno fatto la spola con l'abitato di Sannazzaro per caricare dalle bocchette antincendio di via Marconi l'acqua necessaria per la messa in sicurezza della struttura.
Da parte del Comune di Sannazzaro il vicesindaco Pierangelo Fazzini e l'assessore all'ecologia Amos Schiaretti hanno fatto partire altre informative sull'accaduto all'indirizzo del Noe (nucleo operativo ecologico dei carabinieri) e dell'amministrazione provinciale. Sempre in mattinata i due amministratori sono stati sul posto per seguire lo sviluppo dell'indagine.
Lo stesso vice-sindaco Fazzini ricorda: «Il capannone è sotto sequestro e le attività produttive sono sospese. Siamo in continuo contatto con gli enti che stanno elaborando l'indagine. Ricordo che tra Comune e C.R. esiste da tempo un contenzioso per una serie di opere precedentemente eseguite nello stabilimento e per il blocco di un progetto per la costruzione di un inceneritore, bocciato dal Tar e dopo dal Consiglio di Stato».
La C.R. è uno stabilimento fortemente contestato dagli abitanti di Sannazzaro e, in particolare, dalle famiglie residenti a pochi metri di distanza.
«La C.R. è nata nel 1996 - ricorda il portavoce dei residenti, Pietro Gatti - senza che Comune, Provincia e Regione tenessero conto che a pochi metri sorgevano da oltre vent'anni le nostre case. Da allora è cominciata la nostra battaglia ma, nonostante le nostre mille denunce per emissioni maleodoranti, incendi e rischi potenziali, la C.R. ha sempre continuato a fare il buono ed il cattivo tempo. L'altra sera abbiamo ancora una volta sfiorato il dramma a dimostrazione che i nostri timori sono davvero fondati».
Paolo Calvi