Sugli schermi i vari volti di Salemme e il toccante «Hotel Rwanda»
PAVIA. Chi tenta il funzionario statale credente Maurizio Casagrande, spedendogli ogni mese misteriosi pacchetti pieni di soldi? Forse è il comunista psicolabile Vincenzo Salemme, il quale, orfano della sua ideologia, mette alla prova quella del rivale, che in passato gli fece un torto, per vedere se il cattolico è più resistente del Muro di Berlino. Salemme tormenta la famiglia travestendosi da grotteschi ispettori Inps, postini e suore.
Tanti travestimeni per giungere alla tirata conclusiva in cui attacca l'ipocrisia cattolica in nome di una delirante rifondazione morale comunista. Trapochade, farsa napoletana e 'L'arte della commedia" di Eduardo, 'Cose da pazzi" cerca di coniugare comicità esilarante e cipiglio serioso. Ma non sempre ci riesce (anzi). Questa settimana è arrivato sugli schermi pavesi anche 'Suspect Zero" di E. Elias Merhige, thriller raggelante con Aaron Eckhart agente dell'FBI chiamato ad indagare su una serie di omicidi all'apparenza non collegati tra loro, in realtà tutti opera dello spietato serial killer Ben Kingsley. Passando per l'animazione di 'Robots", si può trovare inoltre 'Cursed" di Wes Craven, che porta fiabe, mostri e antichi presagi nel mondo moderno, senza nessuna sbavatura, complici Christina Ricci e Jesse Eisenberg, fratello e sorella, che, dopo un incidente d'auto da cui escono illesi, acquisiscono strane forze fisiche e mentali che però ben presto comprendono di non poter controllare. Il panorama delle prime comprende, poi,"Tickets" di Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami, Ken Loach, dove tre registi, differenti per cultura e stile, raccontano frammenti di vita catturati su un treno che corre dalla Svizzera a Roma ed appartenenti ad un gruppo di ragazzi, ad una famiglia di clandestini, ad una donna arrogante, a vari personaggi, con e senza biglietto. Per i più piccoli ecco, invece, gli animali parlanti di 'Striscia, la zebra alla riscossa" di Frederik Du Chau, avventure di una zebra che pensa di essere un cavallo e viene adottata in una fattoria gestita da figlia orfana e papà vedovo, i quali pensano che essa possa battere i purosangue in una corsa locale. Infine, si può vedere 'Hotel Rwanda" di Terry George, cronaca del genocidio e delle lotte civili tra Hutus e Tutsis, nonché delle 'dimenticanze" delle autorità occidentali e Usa nella difesa delle minoranze. Fu un manager, che, nascondendo nel suo albergo più di mille rifugiati, impedi che venissero massacrati. Uno Schindler's List africano di una incredibile forza civile, etica, spettacolare. Poche volte, e con tale verità, il cinema negli ultimi anni ha saputo essere un pamphlet cosi autentico, significativo. (f. cor.)