Minaccia di buttarsi dal Cupolone

ROMA.Voleva consegnare una lettera al Papa l'uomo che ieri pomeriggio è salito sulla cupola di San Pietro e, scavalcato l'ultimo parapetto, ha minacciato di lanciarsi nel vuoto tra le migliaia di turisti che affollavano la piazza per il sabato santo. Lo hanno salvato i vigili del fuoco con uno spettacolare blitz scattato dopo tre ore di trattative.
Rino Santilli, 59 anni, originario di Roccacasale, antico paesino della provincia aquilana, era partito da casa ieri mattina con una destinazione precisa, Roma, e un'idea nella testa: consegnare una lettera al Santo Padre per promuovere un grande progetto umanitario, una lotteria mondiale in favore dei bambini poveri. Ma l'uomo non si è messo in fila alla Prefettura pontifica, dove ogni giorno centinaia di fedeli consegnano ai funzionari del Vaticano appelli e suppliche diretti al Papa.
Affetto da gravi problemi psichici, Rino Santilli ha raggiunto la Basilica di San Pietro, ha salito le scale che portano alla cima del Cupolone e poi ha scavalcato il parapetto restando aggrappato con le mani ad una sottile cima legata alla recinzione. Agli uomini della sicurezza sono bastati pochi istanti per dare l'allarme. Poco dopo le 14,30 sul posto sono cosi arrivate due squadre di vigili del fuoco: quindici uomini del Saf, il nucleo speciale addestrato alle emergenze speleologiche, alpinistiche e fluviali, inviati dal Comando Provinciale.
I soccorritori hanno subito montato un telone sulla possibile verticale di caduta dell'uomo. «Ma il guaio era che si sarebbe trattato di un salto di almeno 50 metri. Troppi per evitare conseguenze gravissime», ha poi raccontato il vigile Camillo Perugini, responsabile operativo del soccorso. Cosi si è scelta la via del dialogo. Nella lunga chiacchierata Santilli ha esposto la sua idea e i pompieri lo hanno convinto che di loro poteva fidarsi: «Siamo ambasciatori dell'Uniceff, ti aiutiamo noi a vendere i biglietti». Poi quando l'uomo ha accettato di legarsi in vita un cinturone, assicurato al colonnato con un moschettone e una robusta fune, il blitz è scattato in sicurezza. Imbracato a dovere, con un balzo fulmineo Perugini ha saltato il parapetto e, subito raggiunto da tre colleghi, ha afferrato l'uomo portandolo in salvo. Un'operazione da brivido, vista da terra, e per la quale a sera sono arrivate le congratulazioni del sindaco Veltroni.
Al tramonto Santilli è stato affidato alla Gendarmeria vaticana e accompagnato in ospedale. Ma a differenza di quanto avviene di solito in simili circostanze l'uomo non è stato consegnato alla polizia italiana. Alla fine le autorità vaticane lo hanno direttamente rilasciato. Una sorta di indulgenza speciale.
Nel 1983 Santilli uccise il sindaco del suo paese con 37 coltellate; un omicidio che gli costò dieci anni, cinque dei quali trascorsi nel manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino. Rimesso in semilibertà nell'88, Santilli minacciò di buttarsi dal Campanile di Giotto.