Nascerà a Milano la città della scienza di Veronesi

MILANO. Milano come Bethesda: nel capoluogo lombardo sorgerà il Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata (CERBA), la versione europea di quello che negli Stati Uniti è il famoso National Institute of Health, il NIH, un enorme concentrato di istituti scientifici.
E' la realizzazione del sogno mai nascosto, anzi più volte espresso, di Umberto Veronesi (foto), che ieri l'ha annunciato ufficialmente nella sede della Regione Lombardia, presenti il governatore Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Filippo Penati, il sindaco di Milano Gabriele Albertini. Del CERBA esiste già l'area su cui esso dovrà sorgere (accanto all'IEO), esiste un progetto definito che coinvolge altri importanti istituti di ricerca milanesi nei campi della Cardiologia, delle Neuroscienze e naturalmente dell'Oncologia. Ma soprattutto esistono i finanziatori e l'approvazione a livello europeo. Non c'è che dire, ha pensato in grande, Umberto Veronesi, ripetendo l'operazione (più modesta) che 10 anni fa lo portò a fondare l'Istituto Europeo di Oncologia, l'IEO, quando riusci ad attrarre, solo mettendo in gioco il suo nome, i capitali necessari nel mondo della finanza milanese.
Il CERBA è ad altri livelli: nel frattempo, infatti, l'astro di Veronesi è cresciuto ancora, tanto che nella nuova impresa è riuscito a mettere insieme una decina tra i principali gruppi finanziari italiani, dalle Generali a Banca Intesa, da Mediobanca (principale finanziatore IEO) a Capitalia, Ras, Sai, Unicredit, Pirelli e RCS. E non basta: «Pochi giorni fa - ha detto l'oncologo - ho presentato il progetto a Bruxelles, al Consiglio Europeo, dove lo hanno considerato come uno dei progetti più innovativi, che potrebbe innescare uno sviluppo positivo della ricerca europea. E la Banca Europea degli Investimenti mi ha assicurato un grosso contributo». La scienza europea, secondo Veronesi, crea coesione in Europa, non conosce confini, parla la stessa lingua (l'inglese) e l'Europa scientifica è nata prima di quella economica. Il suo punto debole è che è organizzata singolarmente all'interno di ciascun Paese, e non esiste un ruolo europeo della scienza. Il CERBA vuole appunto colmare questo vuoto, creando a Milano per l'Europa quello che l'NIH è, a Bethesda, per gli Stati Uniti. Il modello vincente è quello americano, che integra gli istituti di ricerca nel campo delle patologie più rilevanti, raggruppate in tre grandi aree: cardiologia, neurologia e oncologia.
Per Veronesi «l'evoluzione verso la medicina molecolare richiederà investimenti rilevanti e uno stretto rapporto fra cura, ricerca e formazione. Queste attività di ricerca vedranno l'impiego di addetti solo in piccola parte italiani e in massima parte invece provenienti da tutti i Paesi della UE. E nel progetto dell'oncologo c'è la costruzione nelle adiacenze dell'IEO, nel giro di 4-5 anni, di un complesso di strutture di eccellenza che raggruppi in una stessa area, in un progetto unitario, tre dei principali istituti milanesi operanti nell' oncologia (IEO ampliato), cardiologia (Monzino) e neuroscienze (Besta II). La Fondazione CERBA è già una realtà, con un presidente (naturalmente Veronesi) e un cda dai nomi significativi: Matteo Arpe, Giovanni Bazoli, Carlo Ciani, Vittorio Colao, Gabriele Galateri di Genola, Mario Greco, Salvatore Ligresti, Giovanni Perissinotto, Alessandro Profumo, Carlo Alessandro Puri Negri.