Pavia, il ruolo di An rispetto agli alleati

Sono sempre stato un uomo di destra, lo sono ovviamente ancora oggi e credo che difficilmente cambierò anche in futuro ma sono uscito da Alleanza Nazionale anche se con grande sofferenza.
I motivi che mi hanno spinto ad uscire da questo partito al quale avevo aderito come indipendente sono purtroppo legati al fatto che ho potuto constatare che la gestione pavese è praticamente nulla o quasi. Quale opposizione è stata fatta? E' sotto gli occhi di tutti e cioè nessuna o perlomeno nessuna che abbia avuto un minimo di incisività.
Quale supporto è stato dato alla città? Nessuno e perché...? Perché purtroppo Alleanza Nazionale a Pavia è alleata ma dipendente di Forza Italia e senza il consenso di Forza Italia non fa nulla. Un esempio? Da due legislazioni la presidenza del quartiere Centro viene assegnata ad un rappresentante di Forza Italia nonostante ci siano accordi ben precisi di governare per due anni ciascuno. L'esempio più eclatante che mi vede coinvolto in prima persona è nell'ultima legislazione dove il presidente Rossella ha tranquillamente finito il suo mandato nonostante gli accordi fossero ben precisi e diversi e questo nonostante una gestione fallimentare dello stesso presidente Rossella che non ha fatto altro che mediare qualsiasi situazione a suo piacimento ed interesse tralasciando gli interessi dei cittadini ed alle volte la volontà degli stessi consiglieri.
Nulla di personale contro l'ingegner Rossella ma molto da dire sulla gestione del presidente Rossella ed Alleanza Nazionale non ha fatto nulla anzi ha supinamente accettato le disposizioni di Forza Italia e se tanto mi dà tanto...!!!
Dico queste cose non perché ambivo a diventare presidente di quartiere come qualcuno ha arbitrariamente detto (infatti avevo anche proposto le mie dimissioni e suggerito l'ingresso di persona ben più qualificata di me) ma solo ed esclusivamente per rispetto di quegli elettori che mi avevano indicato come loro rappresentante e per i quali per colpa di altri ho potuto fare ben poco nonostante ci abbia provato in tutti i modi e poi perché in molti cambiano partito per interesse ed io non voglio essere considerato uno di questi.
Rocco Tarziaconsigliere uscente Pavia Storica

La rinascita politica
e le prossime votazioni

Le vicende che si stanno verificando, a Pavia, in attesa delle prossime elezioni ci inducono a condividere con i lettori de «La Provincia Pavese» alcune riflessioni di principio. Siamo un'associazione, l'Apurp (Associazione di Promozione Umana e Rinascita Politica), che da ormai quasi dodici anni si sforza di affrontare, nella teoria e quando possibile anche nella pratica, il problema del rapporto tra il cittadino e la politica. Abbiamo due finalità: la «promozione umana», che mira ad un innalzamento del livello morale non solo della politica, ma di tutta la società; e la «rinascita politica», che si propone di individuare nuovi programmi per la politica, competenti e concreti, e nel contempo di trovare nuovi uomini che diano affidamento nel saperli applicare, rispettando principi morali di serietà e di onestà. Lo facciamo perchè siamo convinti che queste siano le esigenze di tutti i cittadini seriamente interessati a difendere il loro bene comune. Purtroppo, l'esperienza fatta ci ha insegnato che, in generale, i rappresentanti della «vecchia politica» non sono in grado di venire incontro a queste esigenze. In effetti, i vecchi politici ancora sulla breccia si sono quasi sempre dimostrati, una volta messi alla prova dei fatti, indissolubilmente legati a un mondo ormai passato, nel quale si sono comportati in palese contrasto con questi principi. Per questo motivo non possiamo proprio approvare le crescenti manifestazioni di simpatia e di appoggio che alcuni di questi personaggi, che in passato avevano agito palesemente sulla base di pure logiche clientelari e di potere, stanno pubblicamente ricevendo da più parti.
Sappiamo che si sono ora presentati alle elezioni comunali di Pavia gruppi che affermano di essere indipendenti dai partiti, e di rifarsi a nuovi uomini e nuovi programmi. Apprezziamo il loro sforzo, e auguriamo loro di riuscire a incidere realmente sulla vita politica della nostra città, che ci appare in questi tempi moralmente molto in ribasso. Vorremmo tuttavia ricordare che una cosa sono le promesse prima delle elezioni, un'altra sono i fatti dopo le elezioni. Sarebbe davvero grave che gli eventuali eletti di questi gruppi, dopo il 4 aprile, violassero gli impegni assunti e la loro dichiarata conclamata indipendenza politica, nella foga di conquistare posti presso la nuova amministrazione, come purtroppo accadeva spesso nella politica tradizionale. Fare questo significherebbe disattendere la fiducia accordata dagli elettori a progetti che affermano di essere «diversi dagli altri». Se questo dovesse accadere, sarebbe nostro dovere suscitare una forte protesta pubblica contro i responsabili.
Apurp PaviaAssociazione di Promozione Umana e Rinascita Politica

L'uso spregiudicato
di slogan elettorali

Scriviamo per portare a conoscenza della cittadinanza un episodio che dimostra quanto alcuni politici, anche a livello locale, siano spregiudicati nell'utilizzo di facili slogan mentre di solito dedicano molto meno tempo alla discussione dei programmi.
Un candidato di Forza Italia al consiglio comunale (niente nome per non fargli ulteriore pubblicità) scrive lo slogan «Pavia in serie A» sul suo santino elettorale. E' lecito chiedersi se lo faccia per estasi fideistica nelle capacità del Pavia di Torresani o in omaggio alla canzone dei «Fiö dlâ nëbia»; ma la cosa certa è che questa scelta può generare confusione con il nome della nostra associazione: PaviainserieA, attiva ormai da 6 anni nella promozione della società civile pavese e organizzatrice di festival benefici apprezzati da migliaia di cittadini (vedi p.es. il Festival UpPavia agli Orti Borromaici).
L'utilizzo di uno slogan corrispondente al nome della nostra associazione dimostra inoltre la classica ironia della sorte, visto che PaviainserieA è libertaria e autonoma rispetto alla politica dei partiti.
Mentre una certa politica si permette questo uso disinvolto del nome (registrato) altrui per costruire facili slogan, ci chiediamo quando arriverà finalmente il momento per i politici di confrontarsi veramente coi cittadini sulle direttive amministrative di governo della città. Noi abbiamo provato ad aprire un canale di comunicazione inviando in data 7 marzo una lettera con 2 punti programmatici (proposta di gemellaggio con un municipio autonomo in Chiapas e utilizzo degli Orti Borromaici) a tutti i candidati sindaci (cfr Provincia del 8 marzo 2005) e ci auguriamo che questa lettera ottenga una risposta chiara da parte di tutti i candidati. Il testo è disponibile sul sito www.paviainseriea.it.
Diamo quindi appuntamento ai cittadini per la divulgazione delle risposte al nostro appello pre-elettorale e per le nostre future attività perché le elezioni e gli slogan dei politici passano, mentre PaviainserieA rimane forte e indipendente per contribuire (nel suo piccolo) allo sviluppo culturale e sociale della nostra città.
Marco GastoniPresidente di PaviainserieA Associazione iscritta all'albo Provinciale delle Associazioni non a scopo di lucro

C'è una dottrina sociale
che lega i cristiani

A proposito della lettera recentemente comparsa sulla Provincia a firma del Sig. Massimo Cavalieri vorrei fare alcune considerazioni:
1) Tutte le associazioni di volontariato hanno come statuto l'aiuto disinteressato al povero e in tal senso operano. D'altronde al bisognoso interessa solo essere soccorso e al volontario è sufficiente conoscere il bisogno. E in questo campo vedo che cristiani e non, persone di destra o di sinistra lavorano da anni per progetti comuni. Questa è certamente una ricchezza che occorre dilatare sempre più. Vorrei, per sola cronaca, spendere una parola per quei missionari (religiosi e religiose) che, per amore dei poveri, danno la propria vita, fino all'estremo sacrificio. Per tutti noi sono un segno di speranza e di amore al prossimo da imitare.
2) Userei un po' più di prudenza nell'accomunare Vendola, Bertinotti, Ingrao a Madre Teresa e San Francesco, diamo tempo al tempo e poi si vedrà.
3) L'essere cristiani comporta, comunque, non solo aiutare il prossimo, ma anche seguire «il richiamo dei principi della dottrina sociale della Chiesa sulla persona sul rispetto della vita umana, sulla famiglia, sulla libertà scolastica, la solidarietà, la promozione della giustizia e della pace». (Card. Ruini).
A tal proposito questo Papa, che è lodato da tutti per la sua instancabile azione a favore della pace e degli ultimi, viene aspramente criticato quando prende le difese dei bambini appena concepiti (da Lui definiti gli ultimi degli ultimi) e di conseguenza si scaglia contro quelle leggi che permettono l'aborto(tra cui anche la 194), definendole «inique».
Da sempre il Papa parla di rispetto della famiglia che deve essere costruita sul rapporto tra uomo e donna, ma viene duramente ripreso quando si pronuncia contro leggi che vorrebbero estendere il principio del matrimonio a persone dello stesso sesso.
Ebbene, sul rispetto della vita dal concepimento alla morte naturale, sul concetto di famiglia (ma anche sulla libertà di educazione che comporta pari dignità tra scuole statali e non statali, secondo il principio della sussidiarietà), non mi pare che Vendola, Bertinotti e Ingrao concordino con la posizione della Chiesa, peraltro attaccata e tacciata di «ingerenza» quando si pronuncia su questi temi. E qui mi risulta che gli uomini di sinistra siano in prima fila, peraltro contraddicendo quel diritto elementare in base al quale ciascuno (e quindi anche i Vescovi) ha il diritto di esprimere la propria opinione.
Sandro AssanelliPavia

Un pensionato alle prese
con i politici mistificatori

Sono un pensionato ultrasettantenne in ritiro casalingo per sciatalgia che si trova costretto a sorbire diversi programmi televisivi relativi ad incontri/scontri a sfondo economico, sociale e sanitario dei politici; preciso (per il Tremonti di turno) che i miei interessi finanziari sono connessi solo al sociale (pensione di vecchiaia) e la sanità (mio stato di salute).
Nell'assistere a questi programmi che per le votazioni regionali pullulano su tutte le reti, spesso non capisco l'essenza di quanto è stato discusso e quale futuro mi sarà riservato; osservo quindi i tratti somatici, l'abbigliamento, le tecniche di comunicazione e il lessico dei partecipanti al dibattito.
Tali osservazioni mi fanno ricordare l'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia dal titolo Identità e Alterità - figure del corpo, la pubblicazione della mostra che illustra le opere d'arte presentate soffermandosi in particolare sulle affinità tra dipinti/sculture con le teorie scientifiche neurosomatiche e l'assioma di Cioran: «Vivere significa automistificarsi sulle proprie dimensioni». Il talento mistificatorio d'alcuni mi fa venir in mente l'aforisma di Flaiano: «Il peggio che può capitare ad un genio è di essere compreso».
Ernesto BrambatiPavia