La vita di Terri nelle mani di un altro giudice

NEW YORK. Un giudice federale distrettuale in Florida è stato chiamato ieri a pronunciarsi in merito al caso di Terri Schiavo, la donna che da quindici anni vive in stato vegetativo nutrita attraverso un tubicino di plastica. I genitori di Terri, attraverso il loro avvocato, si erano rivolti al tribunale distrettuale di Tampa pochi minuti dopo che il presidente George W. Bush aveva firmato una legge approvata d'urgenza dal Congresso nel cuore della notte.
«In casi come questo, quando ci sono domande serie e dubbi sostanziali la nostra società, le nostre leggi e i nostri tribunali devono propendere a favore della vita», ha detto il presidente americano in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca. Poche ore dopo il padre di Terri, Bob Schindler, aveva espresso soddisfazione per l'intervento del Congresso e di Bush che ha riacceso la speranza che la figlia possa continuare a essere tenuta in vita. «Le ho chiesto se era pronta a fare un giretto per andare a fare breakfast e mi ha fatto un grande sorriso», ha detto Schindler dando cosi la sensazione che la figlia sia capace di intendere e reagire. In realtà dozzine di medici escludono questa possibilità. Un abbozzo di sorriso, dicono, sarebbe del tutto involontario e non in reazione a parole che non è in grado di udire. Altri medici esprimono giudizi meno definitivi suggerendo l'ipotesi che con terapie non meglio definite Terri possa riprendere le sue facoltà. La straordinaria sequenza di eventi che ha portato all'intervento di Bush sta avendo un enorme impatto emotivo sull'opinione pubblica e politico sull'indipendenza del potere giudiziario negli Stati Uniti. «Questo è un momento assai triste sia per Terri che per ogni americano perchè il governo sta sconfinando in un campo privato e personale», ha detto Michael Schiavo, marito della quarantunenne in stato vegetativo. Sono sette anni che Michael cerca di ottenere il permesso di staccare il tubo che tiene Terri in vita e per la terza volta non c'è riuscito. Sostiene che sua moglie, prima del drammatico incidente che la trasformò in un'invalida permanente, le aveva detto che mai avrebbe voluto vivere attaccata a un respiratore. In realtà lei è in grado di respirare da sola, ma nient'altro. Venerdi scorso il tubo di plastica che nutre Terri era stato staccato su ordine di George Greer, il giudice della Florida preposto al caso. I presidenti repubblicani della Camera e del Senato (di orientamento conservatore) avevano messo in moto un meccanismo con cui ribaltare la decisione del giudice. Ma non c'era tempo da perdere perchè Terri, senza il tubo che la nutre, era in grado di sopravvivere al massimo due settimane. Il primo passo dunque era quello di far passare un provvedimento d'urgenza che desse a un giudice distrettuale il potere di riattaccare il tubicino. Il passo successivo sarà un tribunale federale, cioè l'undicesima corte d'appello di Atlanta, che scavalcherà il giudice della Florida e riesaminerà il caso per determinare se spetta al marito di Terri o ai suoi genitori la decisione di staccare il tubo.