Juve-Milan, sfida infinita

MILANO. Testa a testa da sprint finale, come due velocisti del ciclismo che allungano e si riprendono, tra mini-scatti e recuperi: Milan e Juventus, 66 punti ciascuno, 20 vittorie 6 pareggi e 3 sconfitte a testa, sono pari in tutto. «Lo spareggio proprio no, ancora ricordo quello di Bologna-Inter», ha detto Adriano Galliani, rendendo chiaro quel che a nove giornate dal termine - e con lo scontro diretto da giocare al Meazza alla quartultima - è il timore delle due squadre: arrivare a giocarsi tutto in una sfida postcampionato. C'è un solo precedente a un'ipotesi cosi suggestiva e rischiosa, lo spareggio Bologna-Inter del campionato 1963-64, vinto dai bolognesi 2-0. La Juve è sempre stata avanti ed ha avuto anche otto punti di vantaggio, ora la parità dura da cinque giornate. Sarà comunque una sfida affascinante, inframmezzata dagli imepgni di Champions, che succhiano tante energie. E sotto questo aspetto la rosa più ampia del Milan può risultare decisiva. Ma a Torino non sono d'accordo.
Se Adriano Galliani spera che Juventus e Milan non arrivino a uno spareggio, Luciano Moggi al momento non ne vuole parlare, respingendo l'ipotesi come prematura: «Mancano 27 punti e in un campionato difficile come il nostro, perderne due per un pareggio è molto facile - dice il direttore generale bianconero - ne riparleremo magari a tre giornate dalla fine, dopo lo scontro diretto». E a chi parla di penuria di ricambia in panchina, Moggi risponde piccato: «Ma avete visto chi sta fuori oggi nella Juventus? Gente che si chiama Nedved, Trezeguet, Montero, Ferrara, Pessotto, Tacchinardi. Eppure, anche senza di loro, continuiamo a vincere». La Juve ha però oggettivamente una panchina più limitata. I ricambi in attacco, la squadra li ha, ma negli altri due settori il discorso è diverso. In difesa, Ferrara e Montero hanno un glorioso passato, ma non hanno quasi mai giocato quest'anno. A centrocampo, lo stesso discorso vale per Tacchinardi e Appiah, mentre altri uomini come Pessotto, Birindelli, Olivera, Kapo, per motivi disparati, non possono fare la differenza. Inoltre, il Milan può cambiare assetto tattico in tutti i reparti, perché ha giocatori più duttili, mentre la squadra di Capello è legata al 4-4-2 o al massimo al 4-3-3, più dispendioso fisicamente, perchè ha uomini meno polivalenti tatticamente. Un fatto positivo per la Juventus è che il doppio infortunio di Nedved (ginocchio prima e trauma alla testa dopo) lo ha tenuto lontano dai campi per un periodo lungo, risparmiandogli quindi partite impegnative e fatica, un patrimonio di freschezza che il ceko si ritroverà in primavera. E' anche vero che Nedved è il giocatore che meno di altri ha bisogno di riposo, mentre ce ne sarebbero alcuni (Camoranesi, Emerson, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Blasi, Ibrahimovic) a cui servirebbe un po' i ricambio di ossigeno almeno a tratti. Lo stesso Del Piero, sulla volata scudetto, fa capire come si giochi sul filo della tensione e delle sfumature: «Non oso immaginare che cosa sarebbe successo se avessimo fatto 0-0...Da quando è iniziato il testa a testa con il Milan, ogni partita è da considerarsi come una finale». I rossoneri, dopo la netta vittoria a Roma, sono caricati e puntano al secondo scudetto in due stagioni. Anzi, l'obiettivo è fare il pieno, portando a casa anche la Champions. Finora la squadra ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo, sopperendo ad assenze pesanti in organico. La difesa nell'arco del campionato ha subito un gol più della Juve (17 contro 16), ma 3 soltanto nelle ultime otto vittorie consecutive. Ha a disposizione un super-portiere e i tre centrali migliori del mondo più Costacurta. Sulle fasce è pericolosissima. Un oggetto un pò misterioso è quest'anno Kakà, che però è in risalita. Davanti c'è Crespo che si è messo a far gol uno dietro l'altro, dando ragione ad Ancelotti; Inzaghi è quasi tornato e sta per tornare Shevchenko, con l'aggiunta dell'altro incostante Tomasson. E se il Milan senza Sheva ha fatto quello che ha fatto nelle ultime partite, tutti si aspettano di vedere cosa succederà non appena l'ucraino sarà di nuovo in campo. Lo spareggio eventuale non è da escludere e Sandro Mazzola, che all'Inter uno spareggio lo ha giocato e perso, lo sconsiglia vivamente: «Credo «Credo che nemmeno Juve e Milan si augurino uno spareggio. E' un'esperienza durissima, io purtroppo l'ho provata...».