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NEL COMUNE DI MILANO
Aree per 1200 case popolari

Sono otto le aree individuate dal Comune di Milano, fino ad ora, per la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica. Alle quattro (in via Civitavecchia, via Ovada, via Gallarate e via Senigallia) individuate un paio di settimane fa, vengono ora ad aggiungersi altre nuove quattro aree sulle quali la Giunta, nella riunione dei giorni scorsi, ha deciso di dare il via a nuove costruzioni.
Via degli Appennini, via Cogne, via Giambellino, via del Ricordo, quattro aree di proprietà comunale in zone diverse della città in cui verranno realizzati 1.200 nuovi alloggi. Anche in questo caso la formula scelta per la progettazione di questi nuovi quartiere è quella del concorso internazionale. I cantieri verranno aperti con buona probabilità entro la fine di quest'anno.


CONTROLLI PER LA SICUREZZA
Ascensori, niente obblighi

No a nuovi obblighi per controllare la sicurezza degli ascensori: è quanto sottolineano in una nota le associazioni dei proprietari di casa, Confedilizia, Appc e Unioncasa.
Secondo le confederazioni, gli addetti ai lavori nel settore degli ascensori, con le loro prese di posizione comparse sulla stampa, vorrebbero «influenzare la Presidenza del Consiglio, alla quale il Ministero delle Attività produttive ha trasmesso una proposta di nuove norme in materia di ascensori, chiedendo l'iscrizione della stessa all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri.
Del resto - aggiungono le tre organizzazioni - quando ci si chiede quali siano gli obblighi di una manutenzione seria, una risposta nell'interesse generale e non influenzata da interessi di parte, è presto data: sono quelli fissati dall'Unione Europea. Non gli obblighi in più che i settori interessati pretendono vengano imposti alla proprietà edilizia, come fa il provvedimento proposto dal Ministero delle attività produttive, quasi che la sicurezza in Italia fosse diversa, e più sicura, rispetto agli altri Paesi europei».


VALIDA ANCHE SE NON TUTTI CONVOCATI
Assemblea di condominio

Piccola rivoluzione nella giurisprudenza condominiale: l'assemblea è valida anche se alcuni condomini non ricevono la convocazione. Lo ha stabilito, lo scorso lunedi 7 marzo, la Corte di Cassazione, a Sezioni unite, con una sentenza che respinge il ricorso di due romani che contestavano le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile.
E' quanto riferisce in una nota l'Anaci, l'Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali e Immobiliari, che definisce la sentenza appunto «rivoluzionaria» e che titola la nota «niente assemblea per l'inquilino litigioso».
Da oggi - sottolinea l'associazione - «l'assemblea non è più considerata nulla per un semplice vizio di forma come la mancata convocazione di alcuni condomini, la redazione inesatta dell'ordine del giorno, la sospetta ripartizione errata delle spese condominiali».
«La decisione della Cassazione - commenta Umberto Anitori, segretario nazionale dell'Anaci - aiuta gli amministratori di condominio a procedere con maggiore velocità per portare avanti le decisioni prese nelle assemblee condominiali. Ma da oggi i condomini devono prestare una maggiore vigilanza per le vicende condominiali ed eventualmente agire con tempismo».