La disoccupazione cala all'8%


ROMA. Il tasso di disoccupazione scende ai minimi del '93, ma sempre più gente rinuncia a cercare un impiego. Aumenta il numero degli occupati, ma il Mezzogiorno perde 72 mila posti di lavoro. Sono i dati in chiaroscuro dell'ultima indagine Istat.
Disoccupazione ai minimiNel 2004 il tasso medio di disoccupazione è calato all'8 per cento dall'8,4 per cento del 2003 raggiungendo i minimi del 1993. Le persone in cerca di occupazione nel quarto trimestre dello scorso anno erano 2 milioni 19 mila con un calo di 5 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2003. In totale le persone in cerca di lavoro in media d'anno sono state 1 milione 960 mila (-4,3 per cento sul 2003). Ma, precisa l'Istat, questo dato è dovuto a un calo di partecipazione al mercato del lavoro e alla ricerca attiva di occupazione.
Ma calano i cerca-lavoro. Nella media del 2004 il numero delle persone in cerca di occupazione è diminuito rispetto all'anno precedente di 88 mila unità (-4,3%). Questo fenomeno è particolarmente significativo nel Mezzogiorno con una larga fascia di persone, soprattutto donne e giovani, che hanno «rinunciato a intraprendere azioni concrete di ricerca di un impiego». Di qui le differenze regionali: i disoccupati sono aumentati al Nord (+31 mila unità) mentre sono scesi al Centro (-11 mila unità) e nel Mezzogiorno (-25 mila unità). In termini percentuali il tasso di disoccupazione è tornato al Sud al 15% con una flessione di 1,1 punti rispetto al 16,1% del 2003, al Nord è stato del 4,3%, al Centro del 6,5%.
L'occupazione cresce poco. I dati diffusi ieri dall'Istat nell'indagine sulle forze di lavoro segnalano che nel quarto trimestre 2004 gli occupati sono cresciuti di 167.000 unità (+0,7%) e che in media d'anno hanno raggiunto quota 22.404.000 con un aumento di 163.000 lavoratori (+0,7%). Un ritmo di crescita che è però la metà di quello registrato nel 2003 (+1,5%) e nel 2002 (+1,4%). Inoltre i dati sul tasso di attività (tasso comprensivo di occupati e persone in cerca di lavoro) e sul tasso di occupazione (in percentuale sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni) segnalano un passo indietro. La crescita tendenziale dell'occupazione «riflette - spiegano dall'Istat - un aumento particolarmente robusto della popolazione determinato principalmente dall'incremento dei cittadini stranieri registrato in anagrafe». Quindi a fronte di un incremento dell'occupazione dello 0,7% e di un aumento della popolazione nella fascia di età corrispondente (15-64 anni) dello 0,9%, il tasso di occupazione ha in realtà registrato un calo (al 57,4% dal 57,5% del 2003) dello 0,1% rispetto a un anno prima. Il numero delle persone tra i 15 e i 64 anni che nel 2004 è rimasto inattivo è cresciuto dell'1,8% a 14.389.000 unità. Il tasso di attività complessivo è poi sceso al 62,5% (-0,3 punti) dal 62,8% del 2003.
In difficoltà Sud e Nordest. L'aumento di occupati si è limitato al Nord (+0,7% complessivo), ad esclusione del Nordest (-0,1%), e al Centro (+2,5%), mentre il Mezzogiorno ha perso lo 0,4% degli occupati. Se il tasso di occupazione complessivo è sceso di 0,1 punti, nel Sud il calo è stato di 0,3 punti dal 46,4% al 46,1%. Il Sud nel 2004 ha poi registrato un calo delle forze di lavoro di 72 mila persone (- 1,7%), passando a 7.567.000 unità, a fronte di un incremento al Nord di 174 mila unità e al Centro di 60 mila persone.
Più lavoro «standard». I posti di lavoro in più sono prevalentemente «standard», cioè a tempo pieno e indeterminato. Calano i contratti a termine e il lavoro a tempo parziale. A fronte di un incremento di 163.000 occupati, ci sono stati 189.000 in più a tempo pieno e 25.000 in meno tempo parziale. Su 78.000 occupati dipendenti in più (altri 86.000 erano indipendenti) gli occupati a termine hanno perso 52.000 posti (-3,1%). L'Istat fotografa per la prima volta i co.co.co segnalando che nell'ultimo trimestre del 2004 erano 407.000, prevalentemente donne, giovani, con un unico committente e concentrati al Nord.
L'industria perde colpi. La crescita dell'occupazione si è concentrata nelle costruzioni (+5,2%) e nei servizi (+0,6%) mentre il lavoro nell'industria in senso stretto perde colpi (-0,9%). In agricoltura gli occupati crescono del 2,4%. Su 22.404.000 occupati nel 2004, 14.546.000 erano impegnati nei servizi, 1.833.000 nelle costruzioni, 5.036.000 nell'industria in senso stretto e 990.000 in agricoltura.

Monica Viviani