Arrestato per tutelare moglie e figlia


VIGEVANO. Ha picchiato e minacciato di morte la figlia di 16 anni e la moglie, buttata per terra in mezza alla strada, premendole un ginocchio sul petto per farla soffocare. Il marito manesco, M.D.B. 40 anni, operaio vigevanese - non si indicano le generalità complete per tutelare la figlia minorenne - è stato arrestato dalla squadra mobile di Pavia. Eseguendo un ordine di custodia cautelare, firmato dal giudice dell'indagine preliminare proprio per proteggere l'incolumità di madre e figlia.
Secondo le accuse, il 40enne ha incontrato per strada la moglie e la figlia. Per caso, secondo lui. Hanno immediatamente iniziato a discutere, sempre più animatamente. In base alla denuncia poi presentata dalla donna, il marito - i due non vivono più sotto lo stesso tetto - ha cominciato a minacciare lei e la figlia. Poi ha menato anche le mani, lanciandosi addosso alla moglie che è caduta a terra. A questo punto, lui le avrebbe premuto un ginocchio sul petto, facendo forza con tutto il suo peso.
La donna è riuscita a liberarsi, lui si è allontanato. Trasportata in ospedale, la moglie ha avuto una prognosi di 15 giorni. Tutto questo succedeva all'inizio di gennaio.
Dopo la denuncia della donna - per lesioni, minacce e maltrattamenti - e i successivi accertamenti (eseguiti anche dall'Ufficio minori della questura, visto il coinvolgimento nella vicenda della figlia minorenne) il giudice dell'indagine preliminare ha firmato un ordine di custodia cautelare per M.D.B.
Il 40enne è stato arrestato l'altro ieri in città dalla polizia. Non è la prima volta: era già finito nei guai in passato, sempre per il comportamento violento verso la moglie. Due anni fa, dopo una denuncia della moglie che lo accusava di picchiarla, insultarla e minacciarla di morte davanti ai figli, i carabinieri avevano arrestato l'uomo.
Questo perché il tribunale gli aveva imposto di lasciare il domicilio famigliare, ma lui ha continuato ad andare ripetutamente a casa, per malmenare la donna di due anni più giovane di lui. Perciò, l'obbligo di allontanamento obbligatorio dal domicilio era stato trasformato, dal magistrato, in un ordine di custodia cautelare in carcere. Successivamente, all'uomo erano stati concessi gli arresti domiciliari in attesa di giudizio, (a un indirizzo diverso da quello della famiglia). Ma lui era 'evaso", per andare dalla moglie e tentare di sfondare la porta di casa. Due mesi e mezzo fa, ha di nuovo preso di mira la moglie e anche la figlia. Nei confronti di M.D.B., quindi un altro ordine di custidia cautelare in carcere.

Anna Mangiarotti