«Quel semaforo di Cilavegna non è considerato pericoloso»

Gentile signor Legnazzi.
le sue dichiarazioni riportate ieri dalla Provincia Pavese sono stupefacenti perché riferiscono, tra l'altro su virgolettato, a suo uso e consumo ed in modo da distorcene il significato, alcune mie dichiarazioni di qualche tempo fa in merito all'impianto semaforico posto sulla circonvallazione di Cilavegna.
Intendo prima di tutto ricordarle che le mie dichiarazioni si riferivano al fatto che la strada in cui è installata l'apparecchiatura in questione non è di quelle inserite nel Decreto Prefettizio di Pavia, di cui al prot. 27514/02, e in quanto tale non riconosciuta pericolosa in relazione ai parametri di rilevazione. Basterebbe una lettura attenta della circolare Ministeriale 4/05 per accorgersi che le apparecchiature in questione possono essere installate ed utilizzate, senza l'ausilio dell'agente, solo sulle strade rilevate ed individuate dal Profetto ai sensi del Decreto Legge 121/02 convertito dalla legge 168/02.
Rispetto quindi delle leggi e delle normative innanzitutto senza piegare queste ultime agli interessi di bottega - leggasi esigenze di incasso dei comuni - ed interpretarle ad uso e consumo dei propri bisogni spiegandole con argomentazioni che ineriscono la sicurezza. Se si parla di morti sulla strada vale la pena di affermare che ogni misura è giusta per evitarle, purtroppo troppo spesso ho sentito abusare di queste argomentazioni che, con la giusta preoccupazione di evitare comunque incidenti hanno poco a che fare.
Lei spero converrà con me che il rispetto delle norme e la trasparenza degli atti sono uno degli elementi fondanti dell'attività della pubblica amministrazione. Le consiglio quindi di evitare strumentalizzazioni fuori luogo adatte solo a confondere le idee e a scoraggiare i ricorsi che aimè troppo spesso si sono rivelati fondati.
Del resto, che le contravvenzioni erogate con i «rosso stop» sono alquanto opinabili, stante le modalità di accertamento effettuate (completa assenza dell'agente e verbale differito). Cosi almeno risulta da alcune decisioni Giudiziarie a seguito delle quali gli atti sono ora al giudizio della Corte Costituzionale.
Non si rammarichi quindi di quanto deciso dagli automobilisti ricorrenti che stanno solo tentando di far valere le loro buone ragioni.
Mario SpadiniFederconsumatori Pavia