Pagliani e Vincenzi al Borromeo Applausi alla bella esibizione
PAVIA. Programma dedicato a Beethoven quello di lunedi al Collegio Borromeo per il duo formato dal violinista Stefano Pagliani e dal pianista Marco Vincenzi. Il concerto, impaginato come una sorta di excursus attraverso le tre maniere beethoveniane, presentava nella prima parte, accanto alla giovanile sonata in la min. op. 23 la tarda Sonata in sol magg. opera 96.
Composizioni che i due musicisti hanno reso in modo assai convincente, con un'interpretazione equilibrata e personale. Concludeva il programma la celebre Sonata a Kreutzer, uno dei lavori più rappresentativi del Beethoven di mezzo, assai insidioso sia per le sue oggettive difficoltà tecniche che per il rischio di un approccio interpretativo che spesso rischia di essere sopra le righe. Pagliani e Vincenzi ne hanno invece dato una lettura intensa e ricca di pathos, tutta concentrata sulla musica: rendendo alla perfezione, senza leziosaggini, la piacevolezza elegante e un po' salottiera del secondo tempo; ed esibendo (senza mai farsi tentare da soluzioni esecutive di facile effetto) la necessaria grinta virtuosistica nei brillanti movimenti estremi, con un Presto finale staccato spavaldamente a tutta velocità. Successo pieno e meritatissimo tributato dal pubblico che gremiva il salone degli affreschi del Borromeo: e, come gradito fuori-programma, lo scherzo brahmsiano della sonata F.A.E.
(m.sch.)