Carta bianca a Bruno Conti «Spogliatoio da compattare»
ROMA. E' la quinta faccia nuova sulla panchina giallorossa, ma Bruno Conti è «la storia della Roma» ed è nel cuore di tutti i tifosi. Questo gli permette di essere allegro al battesimo di Trigoria di fronte ad un compito improbo. «Ho accettato questo incarico perchè ho ottenuto carta bianca dalla società: se cosi non fosse stato non avrei mai detto di si...». E' il quinto allenatore, comprendendo anche il breve interregno di Sella. Oggi esordio in coppa Italia a Firenze (andata 1-0 per la Roma)
L'icona giallorossa, la seconda dopo Voeller al capezzale della Roma malata, l'uomo della provvidenza che dovrebbe mettere tutti i tifosi d'accordo, ammette che la chiamata dalla società questa volta non se l'aspettava, ma rivela che «già a suo tempo la cosa mi fu prospettata, e dissi di no. Adesso invece ho risposto affermativamente: quando Rosella Sensi mi ha chiamato non ho saputo dire di no, visto il momento della squadra. Non sarò un grande ombrello: se ho detto di si è perchè so quello che devo fare, in caso contrario mi sarei rifiutato». Il campione del mondo 1982 ha accettato perché ha avuto quello che voleva: carta bianca. Conti chiarisce: «A fine stagione torno al mio ruolo nelle giovanili. Evitiamo le polemiche, ricompattiamo e ricostruiamo lo spogliatoio, teniamo unito questo gruppo, prima di tutto. Mi auguro che con me ci sia più rispetto per la figura del tecnico. Altrimenti farò quello che mi compete»