La candela comprata in paese

MILANO.Dalle indagini sulla candela esplosa nella chiesa di Motta di Livenza che ha lacerato la mano della piccola Greta, trapela la notizia che potrebbe essere stata comprata proprio a Motta di Livenza. Al momento comunque «non c'è nessun sospettato - ribadisce il procuratore di Venezia, Borraccetti - ma non buttiamo via niente». La task force anti-Unabomber lavora senza sosta, ma la gente ha paura perché l'attentatore sta alzando il tiro. «Gli altri ordigni - dice il procuratore antimafia di Trieste, Pace - li ha abbandonati a terra, senza una volontà di colpire in modo cosi atroce».
Intanto continuano a migliorare le condizioni di Greta che a giorni inizierà la rieducazione della mano e ieri ha ricevuto in dono i disegni dei compagni di classe. Il fatto che non abbia ancora pianto preoccupa però i genitori. Per questo hanno chiesto il supporto di uno psicologo e «un passo indietro» ai mass media. Per questo non le faranno leggere la lettera di Francesca, la bimba che ha perso un occhio e tre dita per una trappola di Unabomber. C'è scritto: «Merita tutto il male del mondo».
Sull'argomento interviene anche il premier Silvio Berlusconi per tappare la bocca ai leghisti: «Non credo alle taglie o a strumenti diversi da quelli previsti da uno Stato di diritto».
«Questo - dice Berlusconi - è un fenomeno che rientra nella patologia criminale e non deve essere esaltato come un pericolo su vasta scala. Ci sono fenomeni ben più estesi». Ed ecco la replica del ministro Castelli: «La taglia non è una bestemmia. Per la Sgrena abbiamo pagato perché per i bimbi no?». Poco prima il ministro Calderoli aveva corretto il tiro sulla pena di morte: «Intendevo la morte sociale».
M.V.