Clandestini, via al ponte aereo

LAMPEDUSA.È stata un'altra giornata di fuoco nell'isola di Lampedusa con l'arrivo di altri clandestini dal mare. In serata sono decollati dall'aeroporto dell'isola i due Hercules C-130 dell'Aeronautica militare, impegnati in un ponte aereo con la Calabria per il trasferimento di parte dei mille immigrati sbarcati nelle ultime ore. Sui due aerei hanno preso posto complessivamente 176 clandestini, che saranno adesso ospitati nel Centro di trattenimento temporaneo di Crotone. Per Michele Niosi, comandante della guardia costiera di Lampedusa, «alcune migliaia di clandestini sono pronti a partire dalle sponde del Nordafrica, al confine tra Libia e Tunisia, agevolati dal bel tempo. Siamo pronti ad accogliere nelle prossime ore altri mille immigrati. Una folla di disperati - spiega - che nelle scorse settimane si è ammassata al confine tra Libia e Tunisia, nei pressi di Zuwara».
E sono 153 i clandestini a bordo di un barcone intercettato ieri mattina a 40 miglia dalle coste agrigentine da una motovedetta della Guardia di Finanza. L'imbarcazione è approdata nel porto di Licata.
Una delegazione di investigatori libici è al lavoro a Lampedusa per collaborare con la polizia italiana nelle indagini sull'organizzazione di trafficanti che avrebbe organizzato gli ultimi sbarchi sull'isola. Intanto cresce la polemica politica. La responsabile Welfare dei Ds, Livia Turco, ha dichiarato che «sull'immigrazione il governo straparla e continua a non fare».
Da parte sua, Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione, afferma che «l'unica cosa che l'Italia non può fare è quella di deportare con ponte aereo i migranti sbarcati a Lampedusa. Tale scelta, ripetutamente compiuta in passato dal governo italiano, è in palese violazione della convenzione di Ginevra e della convenzione europea dei diritti dell'uomo».