Missione-bis per Gianluca

BORGORATTO.Gianluca ha di nuovo le valigie pronte: mercoledi tornerà a Nassiriya, dov'era già stato fra l'agosto e il novembre dello scorso anno, di stanza proprio nella base tricolore che subi l'attentato terroristico.
Vivo, vivo per miracolo, quella volta: quando le autobomba irruppero nel perimetro della piazzaforte italiana, il carabiniere scelto di Borgoratto era fuori di pattuglia. Ma il pericolo scampato non ferma Gianluca Nonna, 27 anni, militare d'acciaio del 1º reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania, il reparto più duro fra i duri. E' pronto ad affrontare ancora l'inferno iracheno, per una missione-bis che suscita le ovvie preoccupazioni di mamma Rosy. Lei vorrebbe il figlio sempre accanto a sè, a casa, ma sa che il suo Gianluca è fatto cosi. Sa che non si è mai tirato indietro di fronte ai potenziali pericoli. E' già stato a Sarajevo, in Bosnia, poi in Afghanistan. Lo hanno anche decorato, per il coraggio, l'abnegazione. Otto anni fa, appena diciannovenne, ha lasciato Borgoratto, per affrontare il durissimo corso di addestramento del Tuscania, a Livorno. Nove mesi di preparazione, un tirocinio necessario per affrontare con professionalità e consapevolezza le missioni speciali all'estero. Ora, per la seconda volta, l'Iraq, con le sue mille insidie, i cecchini che si possono nascondere ovunque, le bombe, gli attentati.
Mamma Rosy sa che questa è la missione più difficile, «non come quando è stato per 8 mesi in Kuwait, di presidio all'ambasciata italiana, quello a confronto era un paradiso». Sobbalza ogni volta che la tv annuncia notizie tragiche dall'Iraq. E non la consola il sapere che Gianluca è ormai un veterano del rischio. Era a Nassiriya nelle ore del terribile attentato, era nella base afghana di Khost attaccata a colpi di missile, i suoi occhi e il suo intuito sono allenati a fiutare il pericolo.