Case, accoglienza, aggregazione: il menù dei giovani al futuro sindaco


PAVIA. Trentaquattro pagine di proposte che definiscono «di buon senso» da sottoporre alla città e ai candidati. «Non è un programma estremista - chiarisce il collettivo del centro sociale Barattolo - ma un canovaccio sul quale chiediamo a tutti di riflettere per dare un futuro alla città».
A chi governerà Pavia il Barattolo pone una serie di questioni su temi che considera prioritari. E invita i candidati a confrontarsi in un pubblico dibattito che si terrà in via Dei Mille 130 verso la fine del mese. Dall'Antifascismo, che rimane una pietra miliare nell'attività del centro, alla proposta di democrazia partecipativa su modello di comuni neanche tanto lontani (Pieve Emanuele). Dal problema casa a quello dell'ambiente.
Casa.E' tra i temi che stanno particolarmente a cuore ai giovani del Barattolo. «Il 35% di coloro che vivono in affitto affronta un disagio grave per l'eccessiva incidenza dell'affitto sulla busta paga - commenta Igor Gianoncelli - Non solo le famiglie. Anche gli studenti universitari che finiscono per alimentare un mercato nero delle locazioni. Per un giovane è impossibile programmare una vita autonoma». Il Barattolo allora chiede di «monitorare il mondo degli affitti e l'incidenza sul reddito. Verificare il numero degli alloggi Aler e statali sfitti e 'tappare i buchi". Lanciare un grande piano di edilizia pubblica per avere più case a canoni contenuti e accessibili».
Aree dismesse.Il collettivo 'Corsari" preferisce chiamarle «aree riciclabili», luoghi con la potenzialità di una nuova vita, ma da troppo tempo abbandonati. La stessa sede di via Dei Mille è nata cosi. «L'abbiamo reinventata 7 anni fa guidati dalle nostre finalità sociali. Però con i suoi limiti e le sue difficoltà resta la prima esperienza di spazio autogestito in città». E le aree riciclabili sono tante, sottolineano: le più grandi sono le ex Snia, Neca, Landini, Fiat, Marelli.
Migranti.Cavallo di battaglia è il gruppo di romeni della Snia. Ma il discorso, sottolineano, è molto più ampio. E snocciolano le loro proposte: «Innanzitutto uno sportello immigrazione comunale realmente funzionante - spiega Alessandro Cajani - che offra anche una serie di servizidi supporto, dall'assistenza giuridica ai corsi di lingua passando per la consulenza al lavoro e all'assistenza sanitaria». E poi il Barattolo rimette il dito nella piaga: l'accoglienza cosi come fatta finora, soffocata da leggi come la Bossi-Fini, non basta, dicono. «Serve una struttura in grado di operare tutti i mesi dell'anno e serve anche stanziare qualche risorsa in più per non demandare tutto ai volontari». E un'ultima provocazione: «In accordo con l'Anci proponiamo di dare il diritto di voto attivo e passivo agli extracomunitari residenti».
Aggregazione.'Riprendiamoci il futuro" dice il manifesto che un gruppo di giovani regge sulla copertina dell'opuscolo del Barattolo. I giovani e gli spazi (che mancano). «Una rete eterogenea e davvero trasversale, perché va dal centro sociale agli oratori, esiste solo sulla carta. Diamole vita autonoma e vera».

Maria Grazia Piccaluga