Kasparov lascia il gioco, ora vuole dare scacco matto a Putin

ROMA.È stato uno dei più grandi scacchisti di tutti i tempi, dominando negli anni Ottanta e Novanta questa disciplina da lui stesso definita «il più violento di tutti gli sport». Ma adesso ha detto basta. Il russo Garry Kasparov ha annunciato a Linares, in Spagna, la sua intenzione di abbandonare le competizioni e di dedicarsi alla politica per contrastare lo strapotere del presidente Vladimir Putin.
Kasparov ha motivato giovedi sera il suo addio alle competizioni per le enormi pressioni che ha dovuto sopportare nel corso degli ultimi anni e si è lamentato della mancanza di sostegno da parte della federazione internazionale degli scacchi (Fide), dalla quale anni fa si separò per fondare la Pca (Associazione scacchisti professionisti).
Nell'annunciare il suo prossimo impegno politico, Kasparov ha detto che «tutte le persone per bene dovrebbero unirsi e combattere contro la dittatura».
Un anno fa, poco prima delle elezioni che hanno segnato un grande successo personale per Putin, Kasparov comparve sulla scena politica russa venendo indicato come un possibile candidato dell'opposizione, non per quella tornata elettorale, ma per le elezioni presidenziali che dovrebbero svolgersi nel 2008.