Romano Mussolini ha portato a Voghera il grande jazz
VOGHERA. Inarrestabile, Romano Mussolini, a dispetto dei suoi settantasette anni già compiuti. Una forza della natura che quando parla spazia dal jazz alla politica, dalla televisione allo sport. «Sono una persona molto curiosa, voglio sapere tutto, anche chi è il nuovo fidanzato di Manuela Arcuri», ha esordito il grande pianista jazz. Ieri sera ha portato, insieme con la sua band di 'all star", il grande jazz al teatro San Rocco. Un concerto organizzato dalla Pro Loco città di Voghera in collaborazione con l'amministrazione comunale e l'assessorato al turismo e promozione del territorio.
Lei ha suonato con alcuni tra i più grandi musicisti jazz del Novecento. Chi ricorda con maggiore affetto?
«Non mi piace fare una graduatoria. Però, se devo proprio fare un nome, faccio quello di Lionel Hampton. Lo conoscevo dagli anni Trenta, trovarmi sul palco con lui è stata un'emozione grandissima. Ella Fitzgerald è stata ospite a casa mia e a casa mia ha cantato: un'altra emozione indescrivibile. Detto questo: provo un grandissimo affetto per tutti i musicisti con cui ho collaborato».
Quando è iniziato il suo amore per la musica?
«In casa avevamo due pianoforti, ma fino all'età di sedici anni non ho suonato. Poi un giorno è successo un miracolo. Ho fatto tutto da solo e infatti il mio principale rimpianto è non aver studiato la tecnica pianistica, non la musica, proprio la tecnica. Tra l'altro, rispetto a un pianista classico, faccio anche il doppio di fatica. Comunque non si può fare tutto nella vita. Anche perché io sono un gran lettore, un appassionato di cinema e di pittura, il jazz è solo una parte dei miei interessi artistici».
Una storia d'amore che dura da oltre cinquant'anni...
«Le soddisfazioni che regala sono incredibili, fare jazz è come giocare a calcio: si improvvisa sempre. Io ho 77 anni compiuti, sono sul Sunset boulevard, ma continuerò a fare jazz finché potrò».
Un genere musicale tutto sommato elitario, non crede?
«In Italia se ne fa moltissimo e abbiamo uno dei massimi festival internazionali, Umbria Jazz. Però è vero che è bandito dalla televisione e dalla radio e quindi non può avere il pubblico di, mettiamo, Laura Pausini o di Eros Ramazzotti. A Sanremo il jazz di sicuro non arriva».
Il suo stile preferito?
«A me piacciono i musicisti swing, di colore, che ho imparato ad amare tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, un periodo straordinario. Ho i gusti della mia generazione, come credo sia normale».
Cosa pensa dell'avventura politica di Alessandra Mussolini?
«Tutto il bene possibile. Mi fa sempre piacere parlare di mia figlia. E' coraggiosissima, ha una forza di volontà e un carattere che io non ho. Quando si mette in testa di fare una cosa, la fa, nessun dubbio al riguardo. Lei è molto diversa da me, io sono più incline al compromesso, non ho il suo coraggio». (p.a.v.)