Cdl: tante firme false per la lista Mussolini

ROMA.Finisce in procura, a colpi di esposti incrociati e di querele, la vicenda delle presunte firme false raccolte da Alternativa Sociale per la sfida elettorale nel Lazio. E, mentre la Cdl, An in prima fila, attaccano e l'Unione tace, Alessandra Mussolini va armata alla guerra: annuncia a sua volta esposti contro le liste di An e Udc e svela una telefonata a scopi elettorali da parte di Buttiglione, che la querela.
A spostare il caso dal Parlamento in tribunale sono i responsabili, tra i quali alcuni cancellieri, dell'ufficio elettorale di Latina, che non riconoscono la propria firma tra quelle dei sostenitori della lista di Alternativa Sociale. Come atto dovuto, la Procura del capoluogo pontino apre un'inchiesta, via che con molta probabilità sarà seguita anche dalla magistratura romana dopo la presentazione di un fascicolo da parte di un candidato della Lista Storace, nel quale si avanza l'accusa di centinaia di firme false. Dal punto di vista giudiziario, Mussolini teme «una campagna elettorale da regime» e annuncia esposti in tutta Italia. Sul piano politico, invece, usa l'arma affilata della rivelazione. «Due settimane fa - incalza l'ex esponente di An - mi ha chiamato la segreteria di Buttiglione per chiedere l'appoggio di Alternativa sociale nella raccolte di firme per la presentazione della Dc di Rotondi ma io mi sono rifiutata di avvallare un'operazione politica contro Follini». Ma è sul «soccorso rosso», l'aiuto che l'Unione avrebbe dato a As per autenticare le firme, che la Cdl torna all'attacco. «Si legge Mussolini, si nasconde Marrazzo» ironizza il presidente dei senatori Fi Renato Schifani.