«Giovanna Bertelegni, il coraggio di stare con i più deboli»

VOGHERA. Il più bel rametto di mimosa è stato quello offerto alla memoria di Giovanna Bertelegni, ex assessore e anima del terzo settore vogherese, recentemente scomparsa. L'associazione di promozione sociale «Alessandro Maragliano» ha chiamato a raccolta «Il mondo di Giovanna», alle ex elementari di Medassino. Fra una platea affollatissima, ha preso posto anche il marito della defunta presidentessa della Consulta comunale per il volontariato, Giancarlo Moiraghi, insieme ai responsabili di gruppi, movimenti e associazioni.
«Oggi non sarà solo inutile baldoria - ha sottolineato in apertura Mary Mangiarotti - Ricorderemo Giovanna, una persona già indimenticabile di per sé visto tutto quello che ha fatto per gli altri. Non mollava mai, aveva coraggio». Il duo Buzzi-Malacalza ha poi acceso i riflettori su una Bertelegni inedita: «Giovanna amica e compagna di teatro». L'assessore comunale ai servizi sociali, Paolo Beccaria, ha letto l'ultima lettera di una donna battagliera, che l'ha spronato fino in fondo a trovare una soluzione vera per i senzatetto. Come? Chiamando a raccolta l'intero mondo del volontariato e sostenendone istituzionalmente l'operato. L'avvocato Manuela Albini, presidentessa della commissione comunale Pari opportunità, ha ricordato donne coraggiose, «in lotta ogni giorno contro violenza e vessazioni». Laura Grossi e Liliana Vercesi, dell'Associazione parkinsoniani, hanno raccontato le storie di donne coraggiose di fronte alla propria malattia e a quella dei figli. Anna Martelli, presidentessa dell'associazione Amici di Chiara (impegnata nella lotta contro i disturbi alimentari), ha quindi raccontato il proprio vissuto, simile a quello di tante mamme coraggiose per amore dei figli. Protagonista anche il cantautore Piero Milanesi che, aiutato da una coreografia gitana a cura di Claudia Buzzi, ha ripercorso in musica la vita dell'ex assessore intonando: «Gli anni di Beatrice»; «La rivoluzione di Giulia»; «Salutami le stelle»; «Prima ch'a canta al gal»; «La mostarda di Voghera»; «I peperoni di Voghera». Poi spazio al poeta dialettale Angelo Vicini che ha letto: «Vot ad mars festa dla dona»; «Tramont e speransa»; «Solitudin»; «Al sa dla vita». Sempre a lui il compito di ricordare Maria Giudice, il coraggio dell'impegno femminile». (e.b.)