Chirurgia plastica per ricostruire il seno

PAVIA. Si è conclusa nei giorni scorsi all'Università di Pavia la visita di Wilson Roberto Batista, direttore della divisione di Chirurgia Oncologica e Senologia della Fondazione «Cristiano Varella» di Muriaé (in Brasile). Batista è membro della Società Brasiliana di Senologia ed Oncologia e si occupa di chirurgia oncologica mammaria con particolare rilievo per gli aspetti ricostruttivi della mammella. La Fondazione «Cristiano Varella» rappresenta uno degli Istituti Oncologici della rete nazionale Brasiliana di Ricerca e Cura del cancro ed è punto di riferimento per la popolazione nello Stato del Minas Gerais.
Durante la sua visita a Pavia, ospite della Cattedra e Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva della nostra Università diretta dalla professoressa Angela Faga, Batista ha tenuto una lezione magistrale sulla terapia chirurgica del tumore della mammella e sulle metodiche ricostruttive dopo mastectomia o quadrantectomia. L'evento ha rappresentato un'interessante occasione di scambio culturale e puntualizzazione nell'ambito delle ultime novità in tema di ricostruzione della mammella dopo mastectomia o quadrantectomia. La possibilità di ricostruire la mammella dopo un intervento demolitivo, parziale o totale, per l'asportazione di un tumore rappresenta una grande opportunità che la chirurgia plastica e ricostruttiva offre alla donna violata nella integrità della propria immagine corporea. E' una disciplina che si avvale di molte soluzioni tecniche che permettono di offrire una opportunità di ricostruzione della mammella pressoché in ogni caso. Le molteplici possibilità ricostruttive variano in funzione di diversi fattori: tipologia di intervento demolitivo eseguito, dimensioni della mammella residua e di quella controlaterale, desiderio della paziente, pregressa radioterapia, disponibilità di tessuti idonei. Nelle demolizioni parziali, altrimenti note come quadrantectomie, l'obiettivo della chirurgia plastica ricostruttiva della mammella è rappresentato dalla restituzione di una forma armonica della mammella sottoposta a quadrantectomia tramite accurati rimodellamenti del tessuto mammario residuo eventualmente associato ad una simmetrizzazione della mammella controlaterale. Nelle demolizioni complete le tecniche di ricostruzione si distinguono sostanzialmente in 2 grandi categorie: ricostruzioni con l'ausilio di protesi e ricostruzioni con tessuti della stessa paziente. Nel primo caso (ricostruzione con protesi), la procedura di solito si articola in 2 tempi: nel 1º tempo, preparatorio, si impianta una sorta di protesi provvisoria destinata a rimanere in sede qualche settimana; durante questo periodo tale «Espansore» viene progressivamente riempito dal chirurgo, attraverso un'apposita valvola, con soluzione fisiologica. In tale modo si rigenera sufficiente pelle per accogliere agevolmente, nel 2º tempo operatorio, una protesi definitiva. Nel secondo caso (la «ricostruzione con tessuti autologhi»), il volume mammario e il suo rivestimento cutaneo vengono ricostruiti in un solo tempo chirurgico con trapianti di cute, tessuto adiposo e muscolare prelevati dalla stessa paziente. A tale fine i trapianti vengono prelevati di solito dalla regione addominale o dalla regione dorsale. Purtroppo non è possibile utilizzare trapianti da donatore, a causa delle elevatissime competenze immunologiche della pelle, che provocherebbero un rigetto impossibile da controllare con le terapie in uso. (s.re.)