Addio a monsignor Zanacchi

PAVIA. Ha chiuso gli occhi solo quando ha rivisto la sua stanza, al primo piano del collegio Sant'Agostino, il 'suo" collegio. Monsignor Francesco Zanacchi, 80 anni a giugno, ci ha trascorso mezzo secolo di vita. E solo da li avrebbe voluto accomiatarsi. Ieri, prima delle tredici, è stato riaccompagnato a Pavia da Voghera, dove era ricoverato in ospedale da un mese esatto, ed è spirato una manciata di minuti più tardi. Domani le esequie funebri, prima al Carmine poi a Trovo.
La notizia si è diffusa in fretta e dalle prime ore del pomeriggio è iniziata la processione di sacerdoti ed ex alunni al collegio. Una processione più mesta di quelle che, per ogni Natale e Pasqua, non mancavano mai di compiere, ovunque si trovassero, per fare gli auguri al loro rettore. Al suo capezzale ieri sono arrivati anche il vescovo di oggi, Giovanni Giudici, e il suo predecessore, Giovanni Volta. «Il male, che aveva scoperto di avere, ha avuto un decorso rapidissimo - spiega monsignor Angelo Comini -. Dal 1948, anno della sua prima messa, ha vissuto tutta la vita al collegio, prima come vice, poi come prorettore e infine, dal '96 come rettore». Ma aveva avuto anche altri incarichi, tutti di prestigio, come la presidenza dell'istituto diocesano per il sostentamento del clero, oggi affidata a un suo caro amico, don Innocente Garlaschi. «Una persona limpida, fedele alle amicizie e competente in tutti i settori che la fiducia dei vescovi gli ha affidato» ricorda con Innocente. «Sabato l'ho visto per l'ultima volta in ospedale a voghera - ricorda un altro amico, Emanuele Gallotti - Mi ha congedato con una benedizione». Francesco Zanacchi era nato nel 1925 a Belvedere di Trovo, frazione in cui ha vissuto fino al 2001 anche la madre Rosa, scomparsa a 110. Rimangono i fratelli Giovanni e Domenico, i nipoti e i pronipoti che venerdi gli daranno l'ultimo saluto alle 10 alla basilica del Carmine, a Pavia e nel pomeriggio alle 15 a Trovo. (m.g.p.)