Strage ai confini con la Siria
BEIRUT.Orrore in un villaggio iracheno vicino a Qaim, al confine con la Siria. La polizia ha trovato i corpi di 30 persone uccise a colpi d'arma da fuoco, mentre Baghdad si è svegliata ieri con un ennesimo attacco kamikaze e un ministro è sfuggito a un attentato nella capitale. La scoperta dei cadaveri è avvenuta all'indomani del rinvenimento di 15 corpi decapitati (tra cui alcuni poliziotti, tre donne e due bambini), nel corso di un'operazione delle forze americane in un'ex base militare utilizzata in passato dalla guerriglia vicino a Latifiyah, 40 km. a sud della capitale. Le vittime dell'ultima strage indossavano abiti civili e fra di loro vi era una donna. I 30 corpi sono stati scoperti la notte scorsa dalla polizia a Rumani, un villaggio vicino a Qaim, 500 chilometri ad ovest di Baghdad, i cui abitanti avevano avvertito un fetore insopportabile. Secondo una fonte ospedaliera, su uno dei cadaveri è stato trovato un tesserino della polizia. La strage sarebbe avvenuta due giorni fa. E ieri Abu Musab al Zarqawi, l'emiro di Al Qaida in Iraq, è tornato a colpire a Baghdad, causando almeno tre vittime. All'alba un camion dell'immondizia carico di dinamite è saltato in aria nel parcheggio del Ministero dell'agricoltura, adiacente all'albergo al Sadir, frequentato da poliziotti iracheni e dai loro istruttori stranieri. Morti due agenti, oltre al kamikaze. I feriti sono una trentina. Secondo un addetto alla sicurezza del dicastero l'attentatore indossava la divisa della polizia e prima di farsi esplodere ha gridato «Allah è grande». La fonte ha riferito che la polizia ha aperto il fuoco senza però riuscire a fermare la corsa del veicolo. In fiamme alcuni edifici e decine di veicoli nel parcheggio del ministero. Secondo un poliziotto, l'attentato suicida è stato preceduto da un attacco con lanciagranate Rpg contro un' automobile davanti al ministero. La sequenza di attacchi è stata rivendicata dalla 'Organizzazione di Al Qaida per la jihad in Iraq", una delle varie sigle legate a al Zarqawi. «Il nostro fratello Karim ibn-al Karim, insieme a un gruppo di mujaheddin, ha preso di mira quello che dovrebbe essere chiamato l'albergo degli ebrei, poiché il loro rifugio sicuro, la loro roccaforte», è scritto in una rivendicazione pubblicata su un sito integralista islamico. Poco dopo, un assalto a un minibus con a bordo dipendenti di una società kuwaitiana ha causato un'altra vittima e almeno altri due poliziotti sono morti in agguati nella capitale, secondo la polizia. La televisione satellitare Al Arabiya ha riferito che uomini armati hanno abbattuto, sempre ieri, il direttore dell'ospedale al Furat, il dottor Adil Abd al Karim. E' scampato invece a un attentato il ministro della pianificazione del governo ad interim, Mehdi al-Hafidh. Secondo la polizia, un gruppo di uomini armati ha attaccato il suo convoglio nel quartier di al Mansur, a Baghdad. Una o più guardie del corpo del ministro sono rimaste uccise. Al-Hafidh è uno sciita, vicino al leader moderato sunnita Adnan Pachachi, ed è considerato una delle figure chiave nello sforzo della ricostruzione post-bellica in Iraq. E' solo l'ultimo dei numerosi esponenti dell'amministrazione provvisoria ad essere stato preso di mira da attentatori. Vittime tra i poliziotti e i civili ieri anche nel resto del Paese, da Kirkuk, nel nord, a Bassora, nel sud. A Nassiriya, la città meridionale dove è basato il contingente italiano, è stato rapito un bambino di dieci anni, figlio di un consigliere del sindaco. La spirale di violenze non pare scoraggiare i preparativi a Baghdad per la prima riunione della neoeletta Assemblea nazionale, in programma per il 16 marzo.