Agonismo perduto
PAVIA.L'esasperazione di queste ultime stagioni può produrre molte cose, ma non certo dei giocatori. Ne è convinto Giovanni Noli, che a Broni allena anche gli Under 13 e gli Under 14. «Quello che vedo in questi campionati non mi piace. Molti istruttori del settore giovanile pensano a vincere i campionati provinciali, che contano fino a un certo punto, invece di creare giocatori veri. Nei time out li vedo disegnare schemi sulle lavagnette o fare grandi discussioni con i ragazzi, ma poi i loro giocatori non sanno fare il terzo tempo di sinistro. E' una vergogna che non insegnino i fondamentali, ma è la conseguenza del fatto che gli allenamenti delle giovanili sono diventati momenti di aggregazione a scopo di lucro. Non si capisce che a quell'età devi imparare e lavorare, non solo divertirti. Dobbiamo ricominciare a curare l'aspetto agonistico, è fondamentale». Noli cita l'esempio di Fabio Di Bella: «E' arrivato in serie A è un ragazzo in gamba, uno che ha voglia di lavorare e ascolta i consigli. Io sono alto 187 centimetri, lui anche meno: nessuno dei due avrebbe fatto strada senza la volontà e l'applicazione. Quando era in C1, a fine allenamento, i compagni andavano a fare la doccia, lui invece, benché fosse il migliore, restava sul parquet con coach Fiume ad affinare il tiro». (cla.mal)