Juve, montagna Real

TORINO.Attenti al Real, più alla difesa però che alle superstar dell'attacco. Fabio Capello va controcorrente alla vigilia della sfida con i Galacticos, che partono dall'1-0 del Bernabeu. E avverte la squadra: il Real non è più debole come gli anni scorsi in difesa e occorrerà dunque attaccarlo con grande prudenza. «E' un Real diverso dal solito - spiega il tecnico bianconero - E' più attento alla fase difensiva e non verrà a Torino ad attaccare senza criterio. E' quello che nemmeno noi dovremo fare: non scoprirci mai, perchè il loro contropiede è micidiale. La chiave di questa partita sarà l'attenzione, perchè se sbagli il Real ti punisce. Ai miei raccomando la stessa che abbiamo messo a Roma: è l'elemento che mi è piaciuto di più. Siamo coscienti della forza del Real, ma anche del fatto che è preoccupato, a giudicare dalle tante dichiarazioni della vigilia». La mente corre a due anni fa e Del Piero fu uno dei protagonisti del ribaltamento del risultato al ritorno (3-1 dopo aver perso 2-1 a Madrid) con relativo accesso alla finale di Manchester: «Ci vuole la stessa Juve, perfetta in tutto - dice il capitano - Quella attuale ha caratteristiche diverse, ma le somiglia per intensità. Diversa era anche la situazione, perchè al Bernabeu avevamo segnato. Dovremo concentrarci solo sulla missione di segnare e giocar bene». Qui Capello interrompe il suo capitano: «A me non interessa che giochi bene, ma che segni». E per segnare sarà ancora tridente: Zalayeta è preferito a Trezeguet che, come ammette Capello, «non ha i 90 minuti nelle gambe» ed potrebbe entrare a partita inoltrata, anche perché scarseggiano i rigoristi, nella Juventus: oltre a Del Piero ed Emerson, non ci sono altri specialisti. Capello ammette di avere dubbi a centrocampo, dove manca Blasi e Tacchinardi si è allenato solo ieri con la squadra. Spunta l'ipotesi di Zambrotta avanzato a sinistra con Birindelli terzino, oppure si riafferma la candidatura di Olivera esterno destro, con Camoranesi interno al posto di Blasi.
Luiz Figo si aspetta un arbitro imparziale, come quello di Madrid. Il portoghese, uno dei campioni più rappresentativi del Real Madrid, è convinto che all'andata la direzione di gara non sia stata casalinga. Il campione portoghese sembra molto tranquillo: «Forse alcuni miei compagni sono più sicuri di me, ma se non avessimo fiducia in noi stessi non saremmo qui. Rispettiamo naturalmente la Juventus, squadra solida e molto forte fisicamente, sappiamo che soffriremo di sicuro, ma se teniamo palla e commettiamo meno errori possibili, ce la faremo senz'altro». Curiosa la bacchettata a Ronaldo, quando gli chiedono se sarà l'uomo decisivo: «Ronaldo è un grande campione ma non è tutta la squadra, non sarebbe nessuno senza la squadra». Sul fronte degli infortunati, sono sciolte le incertezze legate all'ex bianconero Zidane, che aveva avuto un problema muscolare, e un attacco influenzale e Raul, colpito da febbre nei giorni scorsi: entrambi hanno recuperato e stasera saranno in campo.
Juve(4-3-3): 1 Buffon, 27 Zebina, 21 Thuram, 28 Cannavaro, 19 Zambrotta, 16 Camoranesi, 8 Emerson, 3 Tacchinardi, 25 Zalayeta, 9 Ibrahimovic, 10 Del Piero. All. Capello.
Real Madrid(4-3-1-2): 1 Casillas, 15 Bravo, 19 Samuel, 6 Helguera, 3 Roberto Carlos, 10 Figo, 16 Gravesen, 23 Beckham, 5 Zidane, 7 Raul, 9 Ronaldo. All. Luxemburgo.
Arbitro: Merk (Germania).