Non un barile in più dai signori del petrolio
MILANO.Record pazzesco del prezzo della benzina: siamo arrivati a 1,2 euro al litro, ben oltre le 2.300 lire. Mai, in passato, il prezzo del carburante aveva raggiunto questi livelli.
Preoccupazione viene espressa dal governo, dagli autotrasportatori e dai consumatori, ma non si vede all'orizzonte la possibilità di un'inversione di rotta. Ieri sera a New York il petrolio greggio era scambiato a 54,50 dollari al barile, appena sotto i massimi dei giorni scorsi, ma in aumento dell'1,1% rispetto al prezzo di venerdi (record storico, invece, per il petrolio del mare del Nod, il Brent, a 53,15 dollari).
A scaldare il mercato sono state le parole del ministro del petrolio dell'Arabia Saudita, il quale ha detto che la produzione petrolifera dell'Opec rimarrà invariata in occasione del prossimo incontro, fissato in Iran il prossimo 16 marzo. Insomma, dal cartello dei Paesi maggiori pruduttori non arriverà una goccia in più.
Lo conferma il ministro iraniano del petrolio, spiegando che il tetto della produzione sarà lasciato invariato a 27 milioni di barili al giorno. «Poichè i prezzi stanno salendo - spiega il ministro iraniano - ogni decisione dell'Opec di ridurre la produzione manderebbe un segnale sbagliato ai mercati». Secondo lo stesso esponente del governo di Teheran, un prezzo tra i 37 e i 40 dollari al barile può essere accettabile «per l'Iran, per l'Opec e per i Paesi consumatori» (al momento il prezzo medio del petrolio Opec è stato di 46,59 dollari al barile).
Ieri in Italia quasi tutte le compagnie hanno adeguato i listini, portando la benzina a 1,20 euro. I rincari maggiori, però, si avvertono per il gasolio, arrivato a 1,088 euro al litro. Ieri sono scesi in campo le associazioni di consumatori.
«E' necessario - dice l'Adiconsum - che il governo non resti più impotente davanti alle continue speculazioni sul prezzo dei carburanti che danneggiano i cittadini e l'intero Paese». L'Adiconsum aggiunge che «le continue variazioni del prezzo alla pompa giovano alla speculazione e non allo sviluppo».