Psicologia: il trauma e la cura
PAVIA. L'incontro previsto per il 9 marzo al collegio Ghislieri - all'interno dei seminari «Ossevare come preludio al fare» organizzati dal medesimo collegio e dai Dipartimenti di Psicologia e Filosofia dell'Università di Pavia - avrà come tema: 'La mentalizzazione e il mondo onirico nell'analisi di una paziente traumatizzata". L'appuntamento è fissato per le ore 21 nell'Aula Goldoniana.
Vittorio Lingiardi, Psichiatra e Psicoanalista, docente presso l'Università di Roma 1, Lavinia Barone, docente di psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari presso il corso di laurea in psicologia del nostro Ateneo e Daniela Scotto di Fasano, Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, affronteranno il tema del trauma e della sua cura all'interno di una visione stimolante e rinnovata nella relazione terapeutica. In continuità con il pensiero di Bowlby, di Winnicott e di Bion, due psicoanalisti anglosassoni, Fonagy e Target, hanno studiato le conseguenze mentali di attaccamenti precoci disturbati e concettualizzato la normale esperienza adulta della realtà psichica non come una proprietà intrinseca della mente, ma come un'acquisizione evolutiva.
Grazie al loro contributo la disciplina psicoanalitica, ma anche le discipline psicologiche attente allo sviluppo, possono fare riferimento ad un concetto, definito con il termine di mentalizzazione, il cui significato rimanda alla capacità di intendere i propri pensieri come fatti esclusivamente di «pensiero», per nulla «impastati di realtà», pura rappresentazione, in dialogo con una realtà esterna di cui non sono equivalenti, ma tuttavia capaci di esercitare una significativa influenza su di essa e di esserne a loro volta influenzati. Questa concettualizzazione - ormai ampiamente condivisa nell'ambito della psicoanalisi, del cognitivismo e delle neuroscienze - apre interessanti prospettive non solo per la comprensione dello sviluppo infantile, ma anche per il lavoro clinico con pazienti in cui tale differenziazione, e la flessibilità mentale che ne consegue, sono compromesse. Molte ricerche hanno dimostrato che i bambini maltrattati tendono a contrastare difensivamente la capacità di rappresentazione degli stati mentali propri e altrui, con conseguenti schematizzazioni e lacune di pensieri e sentimenti.
Probabilmente è questa una delle ragioni dell'estrema vulnerabilità relazionale che caratterizza la loro personalità da adulti.