Andrea De Carlo si racconta e fa l'en plein
PAVIA.Una serata a conversare coi suoi lettori, intercalando le parole con brani musicali eseguiti da lui stesso alla chitarra e dall'amico bengalese Arup Kanti Das alle tabla: al Collegio Nuovo Andrea De Carlo ha testimoniato ancora una volta quanto sia importante per i giovani il confronto diretto con gli scrittori e i protagonisti della cultura che amano di più. Oltre 250 presenze nell'aula multimediale del Nuovo e tantissime domande, scritte su foglietti e lette da Arup Kanti Das. Un modo per vincere la timidezza del pubblico, coinvolgere tutti e focalizzare l'attenzione sui temi cari alla platea: l'ultimo romanzo Giro di vento, il rapporto tra romanzo e film («Dopo Treno di panna ho in progetto un film per Giro di vento), le città più amate («Non Milano, ma Urbino, Sidney, Londra»). Poi le domande si fanno via via più personali e rivelano il bisogno dei giovani di trovare nello scrittore un punto di riferimento: in cosa credi? Cosa pensi del fare figli? Quali sono le tue letture? Quanto c'è di autobiografico nei tuoi personaggi e nel loro disagio? Lui, Andrea De Carlo, per la seconda volta ospite del collegio, risponde a tutto. E saluta con un auspicio: «Bisogna credere nell'amicizia, imparare a cambiare prospettiva e diffidare sempre del potere».