Ciampi alza la voce: gli Usa devono chiarire
ROMA. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che «attende chiarimenti dagli Usa». Il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, che chiede ufficialmente e direttamente a Condoleezza Rice, Segretario di Stato Usa, un impegno a scoprire come sono andate le cose.
L'ambasciatore degli Usa, Mel Sembler, convocato in nottata dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, dichiara piena collaborazione. Berlusconi e Fini, poi, annunciano che martedi e mercoledi riferiranno in Parlamento su quanto accaduto venerdi a Baghdad. Il presidente del consiglio parlerà mercoledi al Senato, il giorno prima il ministro degli Esteri sarà alla Camera.
Atti forti, per certi versi inusuali, quelli che il governo italiano ha messo in campo per ottenere chiarimenti dagli Stati Uniti. La stessa convocazione dell'ambasciatore americano da parte del capo del governo è, secondo i parametri della diplomazia, un atto di impatto. La convocazione del rappresentante diplomatico di un Paese di solito viene fatta a livello di alti dirigenti della Farnesina. «Che sia stato Berlusconi a chiamare, d'urgenza, nella notte, l'ambasciatore Sembler, non è passato inosservato», dicono al ministero degli Esteri.
Cosi come è giudicato incisivo l'invito rivolto direttamente al capo della diplomazia Usa di fare chiarezza sull'accaduto. E' Condoleezza Rice a chiamare ieri pomeriggio la Farnesina per esprimere al nostro ministro degli Esteri «profondo cordoglio e rammarico per i tragici avvenimenti che hanno portato alla morte di Nicola Calipari». Fini le risponde che il governo italiano vuole l'impegno degli Usa ad accertare circostanze e responsabilità.
La risposta del Segretario di Stato non si fa attendere: «Assicuro il massimo impegno, personale e dell'Amministrazione, per il rigoroso accertamento di circostanze e responsabilità». C'è chi fa osservare come il ministro degli Esteri, Fini, abbia in qualche modo corretto il tiro. Venerdi, in un'intervista pubblicata ieri dal Corriere della Sera, aveva detto: «Di fronte al caso, alla fatalità, non c'è assolutamente nulla da chiedere e men che meno da stigmatizzare. Il mio giudizio nei confronti degli Stati Uniti non cambia di una virgola rispetto a quello espresso mille volte. Per altro il comando americano si è mosso subito e ha annunciato un'indagine rapida e completa».
«Stiamo lavorando insieme ai nostri alleati italiani per indagare appieno sulle circostanze che hanno portato a questa tragedia», dice da Villa Taverna, sua residenza romana, l'ambasciatore americano Mel Sembler. Venerdi sera l'incontro con Berlusconi era finito intorno a mezzanotte. «Gli Stati Uniti continueranno a offrire tutta l'assistenza possibile», dice ancora Sembler. Poi ricorda che «il presidente Bush ha parlato con il presidente del consiglio Berlusconi e gli ha porto le condoglianze. Come ha dichiarato la Casa Bianca i nostri cuori sono inanzitutto vicini alla famiglia Calipari. Auguriamo una rapida ripresa ai feriti».
«Attendo ora che questa vicenda dolorosa e tragica venga chiarita dagli Stati Uniti», dice il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Un altro segnale forte agli alleati di oltre oceano. «Gioia per la liberazione di Giuliana Sgrena, ma anche rabbia per l'ignobile pazzia americana - dice il ministro Per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia - Gli Usa vanno richiamati con fermezza a rispettare le regole umane e civili. Ha fatto bene il capo del governo a protestare con Washington».