«Restiamo insieme a testimoniare i valori cristiani»
PAVIA.Sul tema della lista «Una città per l'uomo» promossa dall'ex-assessore Adenti, ecco la risposta del segretario provinciale della Margherita, Daniele Bosone.
«La lettera dell'amico Mauro Danesino e l'ipotesi conseguente di una formazione di una lista di riferimento 'cattolico" con un proprio candidato sindaco, guidata da Francesco Adenti, assessore della giunta Albergati, ripropone l'infinita questione di come i cattolici possano e debbano stare in politica. Che ci sia necessità di un maggior impegno dei cattolici nella politica attiva è dato per scontato da tutti i documenti della chiesa sull'impegno sociale e civile; altrettanto evidente è che nei nostri ambiti formativi bisogna riprendere soprattutto con i giovani un serio percorso di pre-politica, favorito dalla diocesi; sicuramente il magistero sociale della chiesa che ha ispirato le esperienze del popolarismo, della Dc e che ispira larga parte della Margherita, ha di fatto vinto sull'ideologia comunista e capitalista dimostrando ancora oggi una freschezza di idee e di proposta tale da poter diventare il riferimento indispensabile ad un nuovo progetto sociale ed economico attorno al quale la politica riformatrice del nostro Paese dovrebbe seriamente lavorare invece di perdersi, spesso, in futili polemiche; del resto non si può non condividere che i cattolici che si impegnano in politica abbiamo, come dire, una responsabilità in più da giocare, di coerenza con i valori morali che ci vengono insegnati e che derivano direttamente dalla parola di Gesù, rifiutando una politica di sopravvivenza personale, di piccolo cabotaggio, di tatticismo esasperato, giocandosi invece completamente in una politica di progetto, di ampio respiro, di solidi valori civili. Ma per fare tutto ciò i cattolici hanno bisogno di un loro partito? O di una loro lista per le comunali? Non la pensavano cosi Don Sturzo e poi Alcide De Gasperi i quali non hanno mai immaginato di rappresentare nelle loro opere politiche tutti e solo i cattolici. Sapevano benissimo che il compito del cristiano nella società è prima di tutto è quella della testimonianza che non può essere un'astrazione ma deve diventare storia concreta, evitando esperienze auto-referenziali che finisco per inaridire anche la fede ma giocandosi per essere fermento nella società, smuovendo l'indifferenza, lottando per chi soffre per dare piena dignità all'uomo. Fare una lista 'cattolica" a Pavia corre il rischio di sembrare l'estrema difesa di un'identità che non ha molto senso; l'identità che i cattolici hanno e che è forte non deve essere difesa ma giocata con il coraggio di chi sa che ha un progetto alto da compiere, seguendo le regole del gioco attuale che obbligano in fase elettorale a fare scelte anche magari non condivise fino in fondo. La coerenza con quanto uno ha fatto e l'esercizio della responsabilità nella pratica della cosa pubblica sono valori che ci appartengono e ci distinguono. Con un briciolo di presunzione mi permetto quindi di dissentire dalla posizione espressa dagli amici Adenti e Danesino rispetto alla necessità di una lista 'cattolica", invitandoli invece a giocare la loro identità e responsabilità dentro il contesto di coalizione elettorale che finora abbiamo condiviso e nella quale, insieme, saremo più forti nel testimoniare in modo fecondo i valori in cui crediamo».
Daniele Bosone