Il coraggio di Melazzini
PAVIA.«Sindrome Laterale Amiotrofica (SLA): il punto di vista del medico-paziente». E' il titolo della serata organizzata dal Rotary Club Pavia, in programma martedi 1 marzo, alle 20, al Collegio Cairoli. Il protagonista sarà il dottor Mario Melazzini, medico alla Maugeri e malato di Sla: una condizione che ha più volte raccontato in incontri pubblici. Introdurrà la serata il professor Dario Mantovani, presidente del Rotary Club Pavia. Il dottor Andrea Paganelli, medico e amico di Melazzini, presenterà l'ospite della serata. Sarà presente anche Ron: il cantautore lomellino è un amico fraterno di Melazzini.
La SLA, conosciuta anche come «Morbo di Lou Gehrig», «malattia di Charcot» o «malattia dei motoneuroni», è una patologia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.
Generalmente si ammalano di SLA individui adulti di età superiore ai 20 anni, di entrambi i sessi, con maggiore frequenza dopo i 50 anni. In Italia si manifestano in media tre nuovi casi al giorno e si contano circa sei ammalati ogni 100mila abitanti. I sintomi iniziali sono talmente impercettibili che spesso vengono ignorati, variano da persona a persona; ma, comune a tutti, è la progressiva perdita di forza che può interessare tutti i movimenti volontari. Nella maggior parte dei casi l'indebolimento riguarda prima i muscoli delle mani o dei piedi o delle braccia e/o delle gambe che porta generalmente a far cadere oggetti, ad inciampare frequentemente o a compromettere semplici attività del vivere quotidiano quali vestirsi, lavarsi od abbottonarsi gli abiti. Altre manifestazioni possono essere la difficoltà nel parlare, nel masticare, nel deglutire.
La SLA è una malattia molto difficile da diagnosticare. E' solo attraverso un attento esame clinico, ripetuto nel tempo, che si arriva alla conferma. La SLA in genere progredisce lentamente e la gravità può variare molto da un paziente all'altro. Al momento non esiste una terapia: l'unico farmaco approvato è il «Riluzolo», la cui assunzione può rallentare la progressione della malattia. (s.re.)