Più di 200 dipendenti nelle sedi di Giussago e Corteolona

GIUSSAGO.Quando ancora tutti consideravano i rifiuti come qualcosa da gettare e basta, senza alcun valore commerciale, Giuseppe Natta capovolge l'assioma: il rifiuto è un termine economico, analogo alla merce. La prima porta attività, il secondo passività. I sottoprodotti delle industrie - è la filosofia del fondatore di Ecodeco - smaltiti come rifiuti, possono essere migliorati in qualità sino ad essere considerati come merce. Queste convinzioni derivano dalla prima professione di Natta, che negli anni Settanta lavora come consulente per le aziende in qualità di ingegnere chimico, dopo aver abbandonato l'attività di ricercatore al Politecnico di Milano. In pratica classifica i rifiuti delle industrie per modificare i processi produttivi, con l'obiettivo di produrre meno scarti. Nel 1978 fonda la la sua azienda. Dapprima lavora praticamente da solo in un piccolo ufficio a Milano. Negli anni ottanta poi si sposta a Giussago. In poco più di dieci anni, la società si espande e si occupa dello smaltimento di rifiuti urbani. E anche qui arriva l'innovazione nel settore. In pratica, l'idea dell'ingegnere di Giussago è quella di considerare la frazione umida come materiale che ha anche un contenuto energetico. Natta realizza anche i primi impianti: a Corteolona, a Giussago, e Filago (in provincia di Bergamo). Il perno dell'attività ruota attorno ad una convinzione, che diventa una filosofia per l'azienda: smaltire i rifiuti con il minimo impatto per l'ambiente. Ma la strada non è sempre in discesa. Anzi. Le contestazioni per lui diventano, almeno all'inizio, un'abitudine. Ma lui non si scoraggia. E va avanti. E i risultati gli danno ragione. Oggi Ecodeco ha oltre duecento dipendenti. La sede è a Giussago, mentre a Corteolona c'è un avanzantissimo centro di ricerca. Il fatturato supera i 100 milioni di euro all'anno. (g.s.)