«Pannella con noi se sarà contro la Cdl»
ROMA. L'Unione apre a Pannella a condizione che i radicali dichiarino di essere alternativi alla Cdl e al governo Berlusconi. La proposta, contro la quale si sono schierati Mastella e Castagnetti, è in un documento che è stato diffuso ieri al termine di un lungo vertice con Prodi e i leader del centrosinistra.
«La riunione» si legge «si è conclusa con la disponibilità a ricercare al più presto un accordo che sulla base della comune preoccupazione per la legalità democratica abbia un chiaro contenuto politico e contribuisca a rafforzare l'alternativa al governo e alla maggioranza di destra». La lunga trattativa avviata da Pannella con il centrodestra e il centrosinistra sembra destinata a concludersi con una sorta di «patto per la democrazia» che verrebbe siglato da tutta l'opposizione.
L'incontro definitivo è previsto per oggi. Le delegazioni dei radicali e dell'Unione (ma non ci sarà Prodi) si dovrebbero incontrare in tarda mattinata nella sede di via di Torre Argentina per mettere la parola fine all'accordo per le regionali. «Abbiamo risposto che eravamo pronti a vederci anche subito, anche dopo cena» spiega Pannella, che ieri pomeriggio si trovava a Strasburgo «poi si è deciso per domani (oggi n.d.r.)».
L'idea di presentarsi alle regionali insieme ai radicali ha trovato subito il deciso sostegno di Piero Fassino, che per due giorni insieme a Franco Marini e Antonello Cabras ha condotto le trattative con il leader referendario e ieri, durante la riunione con Prodi, ha insistito sul vantaggio elettorale per il centrosinistra che verrebbe dall'intesa con i radicali. «Con loro» avrebbe detto il segretario della Quercia «potremmo vincere 12 a 2». A spingere per l'accordo è soprattutto la sinistra radicale, che subordina l'intesa ad una chiara scelta di campo dei radicali. Il leader dei verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, vorrebbe che l'accordo fosse esteso anche alle politiche del 2006. Ma non tutti nel centrosinistra sono pronti ad ospitare Pannella. Una contrarietà che ha preso corpo ieri mattina durante la riunione dell'esecutivo della Margherita. Arturo Parisi ha detto chiaro e tondo che se i radicali vogliono l'accordo debbono concordare sul fatto che Berlusconi «è un pericolo per la democrazia».
Un no secco è invece venuto da Enrico Letta e Pierluigi Castagnetti. In serata, il capogruppo della Margherita alla Camera ha chiesto che il via libera all'intesa con i radicali sia discusso venerdi prossimo dalla direzione del partito: «Sono anche disponibile a finire in minoranza ma voglio che la mia posizione rimanga agli atti».
Nell'attesa di vedere se il fidanzamento ci sarà, il centrodestra accusa l'opposizione di essere nelle mani di «Prodinotti e Fassinella» mentre Pannella, nel confermare la volontà di chiudere «subito» col centrosinistra, fa sapere che Berlusconi è solo «l'ultimo dei problemi» che affliggono l'Italia e aggiunge che anche il centrosinistra «ha le sue colpe». Un'equidistanza che non piace molto a Parisi: «Se la risposta fosse solo questa...».