In un anno 650 miliardi di lire di intercettazioni

MILANO. «Ogni anno il ministero spende mediamente per le intercettazioni circa 600 miliardi delle vecchie lire, ma si è arrivati anche a 650 miliardi». Lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli che non ha voluto fare ulteriori commenti al problema intercettazioni.
Secondo questo dato, un decimo della spesa lo scorso anno giudiziario è stata assorbita dalla procura della Repubblica di Milano, con 31,876 milioni di euro per 7.579 intercettazioni telefoniche e 162 ambientali disposte nell'ambito di 262 inchieste. Le cifre emergono dalle relazioni dei capi delle singole Procure allegate a quella presentata dal procuratore generale in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario. Varese si colloca al secondo posto per spesa ma con soli 1,256 milioni di euro. Seguono Como con 983.822 euro, Monza con 868.000, Vigevanocon 333.000, Paviacon poco più di 101 mila e Vogheracon 88 mila euro. Chiude la classifica Sondrio con 77 mila euro.
Un incontro con tutte le parti interessate al problema delle intercettazioni telefoniche per definire nuove modalità e determinare i costi relativi alle prestazioni. E' questo l'oggetto di una lettera che l'Asstel, l'associazione di categoria delle imprese di tlc, ha scritto al ministro della Giustizia e per conoscenza ai ministri delle Comunicazioni e dell'Economia. Secondo l'Asstel occorre definire tempestivamente «modalità di erogazione delle prestazioni, attraverso la stesura di un repertorio», e contestualmente determinare «tutti i costi relativi alle prestazioni obbligatorie richieste, comprensivi degli investimenti necessari per la fornitura dei servizi». La riunione, secondo l'associazione, «è indispensabile per non compromettere la gestione delle richieste provenienti dalle singole Procure, nonchè la programmazione degli investimenti economici necessari per effettuare i servizi richiesti». In ogni caso, afferma la nota, «gli operatori di telecomunicazioni garantiscono con sollecitudine le prestazioni in piena collaborazione con l'autorità giudiziaria, nonostante il loro progressivo aumento. Si attende anche analoga sollecitudine da parte delle autorità nel pagamento dei corrispettivi». Il presidente dell'associazione, Pietro Guindani, sottolinea che «gli operatori di tlc forniscono la strumentazione necessaria alle attività di intercettazione richieste con provvedimenti motivati provenienti dalle singole Procure della Repubblica. Le informazioni e le intercettazioni rispondono esclusivamente alle prescrizioni indicate dalla legge».