Radicali e Unione, a un passo dall'accordo
ROMA. Per i radicali si avvicina il momento della verità. L'estenuante trattativa che va avanti da più di un mese sia col centrosinistra che col centrodestra sembra vicina a una conclusione, anche se non si può escludere che alla fine i radicali siano costretti a correre da soli.
Piero Fassino e Franco Marini si sono recati ieri in via di Torre Argentina per parlare con Marco Pannella e mettere a punto i dettagli di un accordo che potrebbe essere annunciato oggi durante il vertice dei leader dell'Unione. Ma Prodi ieri non ha mostrato un grande entusiasmo e, incalzato dai cronisti, non ha commentato in alcun modo l'andamento delle trattative. Un silenzio che preoccupa Daniele Capezzone, segretario radicale.
Fassino, invece, si è mostrato ottimista. «Il clima è positivo» ha detto ieri il segretario della Quercia, che ha confermato a Pannella l'interesse del centrosinistra a realizzare in tempi brevi una convergenza politico-elettorale che consenta in tutte e 14 le regioni chiamate a votare di sostenere insieme i candidati governatori dell'Unione. Nel frattempo, Pannella accusa Berlusconi di essersi «arreso» alla Lega e all'Udc e si dice pronto a chiudere con il centrosinistra: «Quella di Fassino e Marini è stata una visita rivoluzionaria. Per la prima volta, l'Unione ha accettato un dialogo con noi. Con la Cdl la trattativa è da giorni a un punto fermo».
Le condizioni poste dai radicali sono elencate in una nota che è stata diffusa ieri dopo la visita di Fassino. Ciascun candidato del centrosinistra deve dare il proprio consenso al collegamento con le liste Radicali-Luca Coscioni che saranno una sorta di «manifesto». Emma Bonino sarà capolista in almeno due delle maggiori regioni (certamente il Lazio). La raccolta delle firme dovrà essere «assicurata» dalla coalizione ospitante mentre la campagna di comunicazione e di mobilitazione dovrà essere «comune» e l'Unione dovrà cedere ai radicali una precisa quota di spazi in Tv. C'è poi la questione del referendum sulla fecondazione assistita. Pannella chiede che la consultazione ci sia prima di giugno e un gruppo di parlamentari dell'Unione è pronto a presentare un ordine del giorno che impegni il governo a indire la consultazione popolare entro il mese di maggio. Pannella riuscirà a chiudere con Prodi? Mastella assicura che un minuto dopo l'intesa, l'Udeur si troverebbe costretta a «ridiscutere» la sua alleanza con il centrosinistra. «Su un programma di governo si può trattare. Sui valori, no» taglia corto il capogruppo dell'Udeur in Senato, Mauro Fabris. Ma ad entrare in fibrillazione è soprattutto il centrodestra che, polemicamente, si chiede su cosa si baserebbe l'intesa Prodi-Pannella. Con una lettera inviata a Pannella e Bonino, Fini ricorda che il governo ha sempre accolto le richieste dei radicali, mentre Follini mette in guardia Berlusconi («Rischiamo anche noi un caso Bertinotti») e Alemanno (An) ricorda che la questione è «totalmente» nelle mani del premier.