Parisi sfida anche il tempo

VOGHERA. «Ho sposato il pugilato». Giovanni Parisi confessa tutto il suo amore per la boxe a 20 giorni dal match del Palalido di Milano. Lunedi a mezzogiorno si alzerà il velo sul ritorno di «Flash» sul ring dopo quasi due anni dall'ultimo match, combattuto e vinto ai punti l'11 febbraio 2003 a Bormio contro lo spagnolo Lopez Pena. «Io direi quattro anni, perché quella è stata solo una fugace parentesi», puntualizza l'olimpionico di Seoul ‘88. Giovanni considera come ultimo match quello del 29 luglio 2000 a Reggio Calabria, per la cintura mondiale dei welter Wbo e perso prima del limite contro Daniel Santos. Parisi pensa anche a Voghera: in primavera si vota e «Flash» chiede al prossimo sindaco di ampliare la palestra alla cavallerizza, inadeguata ai bisogni dei pugili.
«Ho fatto grandi sacrifici per rientrare. Per il match con Lopez persi 17 chili, stavolta solo 10, ma è sempre stata una faticaccia, tanto che ho lavorato in alta montagna, facendo una vita monacale, dieta compresa. In tanti mi hanno chiesto chi me lo fa fare, dato che economicamente sto bene, ho una moglie, un figlio e una bimba è in arrivo: a tutti rispondo che è la passione per questa disciplina che mi ha dato tanto e alla quale ho dato tanto, ma che ho sposato prima delle donne. Sono tornato anche perché voglio dare tutto prima di essere fermato per limiti d'età». A 40 anni compiuti, infatti, se non si è in possesso di un titolo, la Federpugilato italiana obbliga a sospendere l'attività e ne compirà 38 a dicembre. Il vecchio maestro Livio Lucarno si coccola Giovanni come un figlio e spiega: «Parisi è carico, ha una voglia matta di allenarsi e combattere. Lo si vede anche da come traina tutti con il suo temperamento. Poi è come il vino buono: invecchiando migliora». Per l'organizzazione del match di Giovanni la Opi 2000 si è rinnovata per ridare al pugilato nostrano un ruolo centrale. Insieme a Salvatore Cherchi ci saranno Andrea Locatelli (collaboratore esclusivo per i diritti tv), Andrea Spagnolo (responsabile del settore commerciale), Paolo Taveggia (amministratore delegato). «Sono quasi emozionato perché inauguro in pratica una nuova struttura organizzativa che promette molto per il futuro del pugilato. Negli ultimi anni c'è stato un declino, non tanto per mancanza di pugili quanto di manager, organizzatori e istituzioni». Parisi si rivolge anche ai futuri amministratori del Comune: «Oltre a me ci sono tanti pugili importanti che meritano uno spazio più grande, che poi è anche il modo per rilanciare la boxe. Noi vogliamo rimanere qua, ma occorre più spazio. Sono 20 anni che porto il nome di Voghera nel mondo e non ho mai chiesto niente, ora chiedo che si faccia subito qualcosa per il pugilato. Ma risparmiatemi la litania del palasport: è una vita che devono costruirlo e non hanno mai neppure iniziato i lavori».
Maurizio Scorbati