In duecentomila per la liberazione di Giuliana

ROMA. «Liberate Giuliana». E dietro 2000 giornalisti, almeno. Si apre cosi, oggi alle 14 il corteo per chiedere la restituzione di Giuliana Sgrena al suo lavoro e ai suoi affetti. L'appuntamento si annuncia oceanico. Hanno superato le 200 mila le adesioni già ricevute dal Manifesto dove in questi giorni si fa il giornale ma si lavora anche come una sala operativa per la raccolta di notizie sulle indagini e come una cabina di regia per l'organizzazione della solidarietà. «Liberate Giuliana», le stesse parole accorate e perentorie sui petti dei calciatori, oggi e domani.
L'ha suggerito la Lega Calcio e le società hanno accettato. Due sole ombre, prevedibili, sulla giornata. La Rai ha negato al Tg3 la possibilità di una diretta completa per non sacrificare il pomeriggio sportivo di RaiTre. Il teatrino della politica polemizza e sottilizza sul «partecipare si, partecipare no» mentre non si chiariscono i dubbi sulla conduzione delle immagini e di eventuali trattative. L'Unione, comunque, sarà tutta in piazza, Romano Prodi e Fausto Bertinotti in testa. E i ministri degli esteri dell'Unione Europea lanceranno lunedi un appello per la liberazione della giornalista italiana.
«Liberate Giuliana». Scandirà cosi lo striscione di apertura del corteo. Un corteo né trasversale né bipartisan. Un corteo di chi vorrà esserci. Senza tanti rimpianti di chi vorrà non esserci, da una parte e dall'altra dello schieramento politico. Nel quale i Disobbedienti di Francesco Caruso promettono ancora una volta «guerra alla guerra». E la Cgil di Guglielmo Epifani ricorda che non è il caso di rifinanziare la missione in Iraq e anche di cominciare a guardare al Libano.
«Liberate Giuliana». E liberate anche Florence Aubenas, il suo interprete Hussein Hanoun, liberate tutti i giornalisti vittime di guerre e guerriglie nonostante i più deboli possano contare solo sulla loro testimonianza. Lo chiedono, primi fra tutti papà Franco e mamma Antonietta, a Roma da ieri nonostante la stanchezza, l'età, il dolore. Grati a Berlusconi per l'impegno del governo, nonostante la diversa appartenenza politica.
«Liberate Giuliana». Voci dal mondo islamico si aggiungono alla solidarietà dell'Italia. Mohamed Daki, il marocchino assolto a Milano dall'accusa di terrorismo internazionale ma trattenuto in Italia con mille cavilli, e il sindaco di Baghdad Alea al Tamini la pensano allo stesso modo. Chi l'ha sequestrata? «Terroristi che vogliono impedire il cammino dell'Iraq verso una vita libera e democratica», è la certezza di Al Tamini al telefono con Franco Sgrena.
«Liberate Giuliana», sentiranno a spizzichi e bocconi gli spettatori e gli ascoltatori Rai. Nessuna diretta sui canali di maggiore ascolto, televisivi e radiofonici. Solo le telecamere di Rainews 24 seguiranno la manifestazione dall'inizio alla fine. La diretta sarà diffusa sul satellite e sulla piattaforma digitale terrestre, non proprio popolari al momento. La scelta della Rai di non alterare i palinsesti ha creato molte indignazioni. L'ha imposta il direttore Flavio Cattaneo in nome dei rispetto di contratti pubblicitari legati al pomeriggio sportivo. Hanno protestato centrosinistra e sindacato dei giornalisti Rai. «Siamo indignati per l'inadeguatezza dei vertici Rai - scrive il Cdr del Tg3 - E' un comportamento indegno. Caro direttore che cos'è per te il servizio pubblico?». Chi vorrà seguire il corteo in tv dovrà farlo su La7, per la tv tradizionale, o Skynews24 - oltre che Rainews - per il satellite. Su Raitre le finestre saranno di cinque minuti dopo il Tg delle 14,20 mentre la finestra informativa delle 17,25 sarà prolungata fino alle 18,10 affidando la risicata diretta a «Primo Piano».