Scossa mell'Udc: si dimette Costa
TORTONA.Scossa all'interno dell'Udc, il secondo partito di maggioranza con quattro seggi in consiglio comunale.
Per «motivi personali», come recita la motivazione ufficiale, si è dimesso il capogruppo Vincenzo Costa, ex dipendente del municipio che alle amministrative aveva ottenuto 98 preferenze personali. Costa ha rassegnato le dimissioni dalla carica, ieri pomeriggio, con una lettera indirizzata al presidente del consiglio Paolo Ronchetti.
«Ho convocato subito un consiglio comunale per suffragare il posto vacante - ha detto Ronchetti - perchè è importante che l'attività amministrativa prosegua senza intoppi; inoltre ho anche preso la decisione che d'ora in poi i cittadini dovranno essere informati delle convocazioni del consiglio, ho deciso di far apporre l'ordine del giorno delle varie riunioni consiliari attraverso manifesti su tutti i muri della città per informare i cittadini che si riunisce la massima assise locale, un avvenimento importante che merita la considerazione di tutta la collettività».
Al posto di Costa, martedi 22 febbraio alle 17 verrà nominato Massimo Furlanetto mentre le elezioni del nuovo capogruppo, avverrà a giorni presso la sede del partito in via Bandello. La carica dovrebbe andare all'ex assessore di Forza Italia Gabriele Toso, ex democristiano che era in rotta con il partito di Berlusconi e nei mesi scorsi ha deciso di passare nelle fila dell'Udc.
Questa è la nuova composizione del consiglieri dell'Unione democristiana: Gabriele Toso, Mariella Vanni, Daniele Calore e Massimo Furlanetto. Le dimissioni di Vincenzo Costa per «motivi personali» hanno suscitato un po' di sorpresa negli ambienti politici locali soprattutto perchè arrivano in un momento che pur non suffragato da conferme, non sembra abbastanza tranquillo per la maggioranza: uno dei quattro partiti che sostengono Marguati infatti si sarebbe lamentato e avrebbe chiesto una verifica di maggioranza poichè non «convinto» di alcune nomine che non avrebbero rispettato la suddivisione concordata delle poltrone. Un secondo segnale di allarme dopo quello avvenuto un paio di mesi fa per una riunione dei capigruppo di maggioranza allargata alla giunta chiesta da un consigliere comunale in seguito ad un intervento del vice sindaco.