«E' un miracolo della solidarietà»
SANNAZZARO.Un ospedale nel Kenya, nel sud del deserto sahariano, è nato grazie a un miracolo di solidarietà. E, tra le associazioni, i privati, le fondazioni che concorrono a sostenere questa 'perla di umanità" nel cuore dell'Africa più povera sono anche i Lions Club.
L'opera è stata presentata dal responsabile dell'ospedale cattolico Sant'Orsola della comunità keniana di Matiri, il medico Giorgio Giaccaglia, nel corso di una serata benefica presso il Lions Club Lomellina Host di cui è presidente Luisa Bertani Salvadeo.
Proprio la solerte presidente locale è reduce da un avventuroso viaggio in Kenya per portare il frutto della solidarietà lomellina al missionario don Orazio Mazzucchi, al dottor Giaccaglia ed ai loro collaboratori. «Senza quei soldi - ha confessato il dottor Giaccaglia - non avremmo più potuto pagare il latte in polvere per i neonati e le terapie anti-Aids per gli adulti. Nell'emergenza gli amici della Lomellina sono stati decisivi...».
Il filo diretto tra Lions Club Lomellina Host e l'ospedale di Matiri si è consolidato ancor più dopo che Giorgio Giaccaglia ha mostrato, con immagini anche crude, l'altra faccia della medaglia del miracolo: i malati di lebbra e di malaria, le partorienti colpite da Aids, i neonati affamati, contadini morsicati da serpenti.
«Abbiamo costruito questa realtà sanitaria in soli due anni - ha spiegato il medico - ma è la gestione ordinaria dell'ospedale che maggiormente ci spaventa. La ricettività è di 70 ammalati, ma arriviamo a punte anche triple di ricoveri. Da noi lavorano due medici italiani, un medico locale, sessantacinque paramedici e molti volontari. Ed è proprio ai giovani volontari che arrivano, anche se per poche settimane da noi, che assicuriamo la condivisione di esperienze umane altrimenti mai vissute...».
Infine le motivazioni. Giorgio Giaccaglia ha detto: «Da noi si vive un concentrato di vita e di sentimenti unico. A spingerci a mettere in gioco la nostra vita, la salute, gli interessi, la famiglia è un contratto che abbiamo fatto con noi stessi e con l'uomo. I talenti di cui siamo in possesso, li vogliamo spendere sino in fondo». (p.c.)