I loggionisti del teatro Regio bocciano "Rigoletto"
PARMA. «Alla fine mi hanno chiamato 'salvator della patria". Ma a dire il vero non so cosa ho salvato. E' stata una recita di quelle che si ricorderanno per un pezzo, con il loggione che 'buava" e la platea che applaudiva. Con chi ce l'avessero i loggionisti noi cantanti non l'abbiamo neanche capito. A un certo punto abbiamo avuto l'impressione che se la prendessero addirittura con gli orchestrali, per via del tempo troppo lento.
Ma cosa c'entrano loro? Ripeto, è una recita che verrà ricordata. Per mio conto, però, sono soddisfatto: alla fine dell'aria 'Cortigiani, vil razza dannata" di applausi me ne sono arrivati, eccome».
Big Ambrogio commenta cosi la tormentata prima del 'Rigoletto", l'altra sera al teatro Regio. Una recita alla quale l'Ansa ha dedicato un pezzo intitolato 'Il loggione boccia la messa in scena".
Il giornalista dell'agenzia cosi racconta l'accaduto: «E' tornato a ruggire il loggione del Regio di Parma: a farne le spese è stato 'Rigoletto" riproposto nello storico allestimento di Pierluigi Samaritani (ripreso dalla regia di Elisabetta Brusa) che ha scontato le imperfette condizioni di salute del baritono Ambrogio Maestri (Rigoletto) e del tenore Aquiles Machado (Duca di Mantova), entrambi debilitati dall'influenza che li aveva colpiti nei giorni scorsi. 'Sono stati comunque coraggiosi - ha commentato il sovrintendente del Regio Giampiero Rubiconi - poichè non hanno nemmeno voluto che la loro indisposizione venisse annunciata a inizio recita". Il principale bersaglio della contestazione è parso essere il direttore Alexander Joel, già apostrofato da un loggionista durante il primo atto, e accusato di eccessiva lentezza nella conduzione dell'orchestra. L'atmosfera del possibile insuccesso dell'opera, la terza in cartellone nella stagione lirica 2004/2005 del Regio, si respirava già dalla prova generale: i melomani, evidentemente, hanno atteso di veder confermate dalla prima le loro riserve e allora si sono scatenati. Dissensi e buuuu ripetuti alla fine dei primi due atti e soprattutto al termine sono partiti dal loggione, mentre la platea applaudiva. Maestri nel 'Cortigiani, vil razza dannata" e Machado con 'La donna è mobile" hanno strappato consensi che però non sono bastati a risollevare la serata. Impalpabile la prova del debuttante soprano Daniele Bruera (Gilda), inizialmente inserita nel secondo cast, poi promossa dopo che alcune settimana fa Desirée Rancatore aveva dovuto fare forfait per motivi di salute. Completavano il cast il basso parmigiano Enrico Giuseppe Iori (Sparafucile) e il mezzosoprano Chiara Chialli (Maddalena)». Stasera si replica lo spettacolo.