Anche con Shakespeare si ride
VOGHERA.Che cosa si può fare, se si è innamorati di una ragazza che non si può sposare prima del matrimonio della sorella maggiore, bisbetica, collerica, destinata allo zitellaggio?
Il problema angustia parecchi gentiluomini padovani, tutti invaghiti di Bianca, figlia minore di Battista. Ma questi è irremovibile: Bianca non può fidanzarsi prima della sorella.
Bisogna, allora, trovare ad ogni costo un marito alla terribile Caterina. Ma chi, visto che in tutta Padova è ben noto il caratteraccio della ragazza, dalla quale tutti si tengono prudentemente lontani? Finalmente ecco profilarsi all'orizzonte un possibile pretendente: Petruccio, un nobile ma spiantato veronese in cerca di una buona moglie con congrua dote.
Caterina la dote l'ha. Quanto al resto, Petruccio non si spaventa. Anzi, è attirato dall'idea di domare una puledra tanto bizzarra. E ci riesce, alternando maniere dolci e maniere forti, fingendosi conquistato dalla sua mitezza proprio quando lei prorompe nelle smanie più incandescenti, privandola del cibo, del sonno, dei bei vestiti col pretesto che quanto le si offre non è degno di lei. A tal punto ci riesce, che qualche tempo dopo il matrimonio, sorgendo una discussione tra i vari mariti su quale sia la moglie più docile e remissiva, sarà proprio Petruccio a vincere la scommessa: Caterina, infatti, non solo professa pubblicamente la propria piena accettazione dell'autorità maritale, ma invita tutte le donne a seguire il suo esempio.
Questa brillante vicenda si accompagna, in una sorta di 'montaggio parallelo", ad una trama minore, che vede Bianca, sorella di Caterina, sposarsi con Lucenzio dopo vari travestimenti ed equivoci ed avviarso, cambiato improvvisamente l'atteggiamento dolce e sottomesso, all'insofferenza e alla disubbidienza.
Entrambi i racconti, poi, sono inseriti nel classico motivo della 'commedia nella commedia": si immagina, infatti, nel prologo che la 'Bisbetica" venga recitata da una compagnia di guitti a beneficio di Sly, un rozzo calderaio, cui dopo un'ubriacatura, viene fatto credere di essere un nobile finalmente uscito dalla follia.
Scritta forse quando Shakespeare aveva di poco passato la trentina, 'La bisbetica domata" osserva un andamento novellistico, con un vago sentore di fonti erudite ed un incastro di motivi dalle provenienze più diverse, il cui andamento 'basso" sembra dare più peso allo sviluppo delle situazioni narrative, che alla delineazione dei personaggi. Invece, i protagonisti presentano uno spessore umano, una estrosità di tratto, un approfondimento comportamentale, tali da rappresentare non solo due ritratti contrastanti, ma un'esibizione di virtuosismo psicologico dagli esiti fortunati e mai superficiale. Non solo.
Shakespeare trova ombre di ironia, sotterfugi di ambiguità, sospensioni poetiche, accenti romantici stupefacenti. E consegna ai suoi attori un invito al divertimento, all'energia, alla vita. Soprattutto una teatralità aggressiva e trascinante, che presenta diverse possibilità di trasformazione e si presta alle più estrose interpretazioni. Come quella promessa in questa occasione. (f. cor.)
LA BISBETICA DOMATA di William Shakespeare, con la Compagnia 'Il Palchetto Stage"; regia di Andrea Taddei. Questa sera (ore 21.15) al Teatro San Rocco di Voghera.