«Smog e targhe alterne: Voghera che fa?»
VOGHERA. Mezzo nord Italia ha limitato il traffico: e Voghera che fa? Perchè solo Pavia ha deciso per le targhe alterne? Non era il caso di uniformare le decisioni proprio come si era fatto per decidere il caledario delle chiusure domenicali preventive? Legambiente 'striglia" il Comune di Voghera e riporta in primo piano la vicenda dei controlli. Controlli ancora 'ballerini" perchè le centraline non sono in rete.
«Non è nello stile di Legambiente esprimere giudizi sulle questioni ambientali basandosi sulla colorazione politica delle amministrazioni»: in tempi di campagna elettorale, la premessa è di metodo.
Detto questo, però, la valutazione sulla politica del traffico adottata a Voghera porterebbe, in un'ipotetica pagella, ad un cinque scarso. Forse anche meno.
«Gli ambientalisti non sono fanatici del blocco delle auto - commenta il portavoce di Legambiente Gigi Vecchi -. Certo contiamo molto sulla prevenzione concreta: diffidiamo invece di quella solo annunciata. E per questo è con grande rammarico che oggi constatiamo che invece la sola Pavia attua le targhe alterne cosi come stabilito dalla Regione per tutte le aree critiche. E Voghera che fa? Si limita a allo stretto indispensabile (le chiusure domenicali programmate e quelle obbligatorie), e in più limita la chiusura ad una porzione di città estremamente ristretta». Il richiamo è alle regole che Voghera si è data per i blocchi domenicali programmati: chiuso solo il centro storico, traffico libero fino alle sue porte lungo la circonvallazione interna. Meno di 100 metri in linea d'aria tra la zona a traffico consentito e piazza Duomo. Eppure anche una limitazione cosi ristretta ha lasciato spazio a più di una polemica tra i residenti. Davvero fermare le auto serve a fermare lo smog? «Sul fatto che la causa principale dell'inquinamento del territorio sia il traffico non ci possono essere piu dubbi - taglia corto Gigi Vecchi -. Le industrie hanno chiuso da tempo e il riscaldamento è metanizzato per oltre il 90 per centro. Le emissioni di Pm10, le polveri sottili, sono provocate dal traffico automobilistico».
Traffico che, per il momento, a Voghera non si può ancora monitorare con dati certi: le centraline ci sono, anche all'avanguardia da un punto di vista tecnologico con rilevatori per le polveri ultrasottili (i Pm 2.5), ma non sono in rete con il sistema provinciale. Quindi le chiusure sono decise su dati provinciali medi. E' una vicenda antica: da mesi gli ambientalisti combattono per avere dati certi, soprattutto dopo il via libera alla centrale energetica di Torremenapace. «La situazione vogherese, in ogni caso, non è preoccupante - commenta l'assessore all'ecologia Elio Rosada -. Le chiusure domenicale programmate sono un segnale di metodo, un modello per sensibilizzare i cittadini. Un giorno infrasettimanale a targhe alterne, però, non darebbe risultati apprezzabili: le dimensioni di Voghera non sono quelle di una metropoli, e di fatto le targhe alterne non diminuirebbero il traffico in maniera apprezzabile. Il vento di questi giorni, poi, ha contrinuito a migliorare sensibilmente la situazione». Detto tutto questo, però, resta una domanda: che propone Legambiente per abbassare il livello di inquinamento senza bloccare le città?
«Per limitarsi alle politiche locali, l'obiettivo principe è ridurre il traffico automobilistico - risponde Vecchi -. Perchè durante gli inverni le domeniche a piedi non sono molte di più delle tre programmate per il 2005? E perchè, soprattutto, non potenziare il trasporto collettivo, in primo luogo ferroviario, facilitando la vita a 5mila pendolari voghersi?».