La stanza da letto diventa una camera a gas Marito e moglie stroncati dal monossido


SANNAZZARO. Erano sposati da 32 anni. Sono morti insieme, nella camera matrimoniale, la notte di San Valentino. A uccidere Gabriella Gazziero, 49 anni, e Franco Spazian, 54 anni, è stato il monossido di carbonio, sprigionato da un termoconvettore a metano che si è guastato. Li ha trovati ieri mattina il figlio Ezio, 26 anni: con la fidanzata Stefania Chiappa, 26 anni, di Lomello, aveva dormito nella stanza accanto. Ezio Spazian e la ragazza sono rimasti intossicati in modo lievissimo. All'ora di pranzo erano già tornati nella casa alla frazione Mezzano, in via Madonna Vecchia 65, dove è avvenuta la tragedia.
Gabriella Gazziero lavorava come cuoca al ristorante 'La tana del lupo", alla Balossa di Mezzana Bigli. Il marito, ex guardia notturna, era operaio alla 'Precompressi spa" di Lomello. L'altra sera, Gabriella finisce di cucinare all'una e mezza, rientrando a Mezzano sulla sua Tipo grigia. Il marito passa la serata al bar Campana di via Cairoli, arrivando a casa poco prima della moglie.
«C'è uno strano odore».Verso mezzanotte, rientra il figlio minore Ezio. Che vive in famiglia, e lavora per una ditta specializzata in manutenzione acquedotti, la Aquagest di Sannazzaro. Il fratello Ivano, 30 anni, invece sta a Londra, dove è chef in un ristorante. Comunque: la fidanzata di Ezio decide di dormire dai quasi suoceri. Una vecchia casa su due piani, quasi in campagna, piuttosto male in arnese. «Avevano il terrore delle fughe di gas», dice Graziella Gazziero, 54 anni, sorella maggiore di Gabriella. A maggio, gli Spazian dovevano trasferirsi in un appartamento più confortevole in via Traversi. «Mentre Ezio era in bagno, sono entrata nella stanza dei miei suoceri, per fare una telefonata», diceva ieri Stefania Chiappa. «Sento una puzza strana, come di gas. Perciò, spengo subito il termoconvettore». E «mi sembra strano che l'abbiano riacceso. Non dormivano mai col riscaldamento in funzione». Invece, devono averlo riacceso: l'impianto guasto ha continuato ad scaricare nella stanza (invece che lungo le condutture) del gas di combustione. Cioé, monossido di carbonio. Si è capito poi, infatti, che il termoconvettore della camera da letto - un impianto che aspira aria fredda e la reimmette calda, grazie a un motorino a metano - aveva una saldatura spaccata. E già nei giorni scorsi, a quanto pare, era andato in blocco diverse volte.
Nessuno spegne la sveglia.Alle 6.45 di ieri mattina, la sveglia sul comodino di Gabriella inizia a suonare. Nessuno la spegne. Si svegliano Ezio e Stefania, addormentati in un 'altra stanza, che il bagno separa da quella dei genitori. Il figlio trova madre e padre per terra, ai lati del letto, con la luce accesa. «Avevano il segno della botta contro il comodino in testa», dicono il figlio e la fidanzata. Dunque hanno tentato di alzarsi, cominciando a sentirsi male. Si sono accasciati a terra, senza la forza di chiamare il figlio nella stanza accanto. Il corpo della donna, quando sono arrivati i soccorritori, avrebbe già avuto segni di 'rigor mortis". Fra le ipotesi, si potrebbe pensare che marito e moglie abbiano fatto in tempo a indossare il pigiama, e mettersi a letto. E poi, prima di addormentarsi, uno dei due abbia capito che qualcosa non andava, dicendolo all'altro. E tutti e due abbiano tentato di alzarsi. Sempre nel campo delle ipotesi, anche quella che il marito sia morto un po' dopo la moglie. Essendo un fumatore, il suo organismo potrebbe aver opposto una resistenza maggiore al gas killer.
Scarsa manutenzione dell'impianto.Il figlio ha chiesto immediatamente aiuto, sono arrivate l'automedica da Pavia, la Croce d'Oro, vigili del fuoco, carabinieri e vigili urbani, i tecnici Asl. Si è cercato di rianimare Gabriella Gazziero e Franco Spazian. Poi il dottor Maurizio Raimondi, responsabile 118 per Pavia, ha constatato la morte di entrambi. Tecnici Asl e pompieri hanno verificato la scarsa manutenzione (peraltro non obbligatoria per legge), provando a riaccendere il termoconvettore, che Ezio Spazian dice di aver trovato spento ieri mattina. Hanno chiuso la finestra, piazzando un rilevatore di monossido. In venti minuti, la concentrazione ha raggiunto le 500 parti per milione: la soglia di tollerabilità per l'uomo è 50 parti. Il magistrato non ha chiesto l'autopsia, essendo chiara la causa di morte. Quindi, i necrofori di 'Marchini e Rovescala" hanno preparato la camera ardente con due bare al piano terra, nel salotto pieno di foto di famiglia. Questa sera alle 20.30, il rosario in casa. Domani alle 15 i funerali, nella parrocchiale.
(Ha collaborato Paolo Calvi)

Di Anna Mangiarotti