Big Ambrogio stasera diventa Rigoletto
PARMA.C'è grande attesa per la prima di 'Rigoletto" che stasera andrà in scena al Teatro Regio. Per il cast, innanzitutto: l'esigente scrittura di Verdi chiede ai cantanti grandi qualità tecniche e musicali e non a caso sono stati chiamati, a sostenere i ruoli principali, il baritono Ambrogio Maestri nei panni del buffone di corte che dà il titolo all'opera, il soprano Daniela Bruera in quelli di sua figlia Gilda e il tenore Aquiles Machado nel ruolo del del Duca di Mantova.
Ma questo 'Rigoletto" è interessante anche per l'allestimento, che riprende una fortunatissima idea di Pierluigi Samaritani (qui ripresa da Elisabetta Brusa) e vuol dunque essere un doveroso omaggio 'storico" al maestro scomparso.
Sul podio, alla testa dell'orchestra del Regio, è stato chiamato l'affermato direttore tedesco Alexander Joel; alla guida del Coro del teatro parmigiano ci sarà invece Martino Faggiani.
Quello di Rigoletto è un ruolo che a big Ambrogio piace in maniera particolare: «Musicalmente quest'opera verdiana segna una rivoluzione in campo melodrammatico. Il protagonista è un uomo deforme e grottesco, ben lontano dagli eroi standardizzati della lirica - spiega il baritono di Albuzzano, ormai una star del firmamento internazionale -: ma con questa trovata Verdi s'è assicurato la simpatia popolare. Non è difficile immedesimarsi in quel padre deforme, costretto a subire le angherie più pesanti per amore della figlia. Ma non dimentichiamo che Verdi ha tentato, con 'Rigoletto", di superare la classica composizione operistica in numeri chiusi. Dunque l'opera è interessante anche da questo punto di vista, in quanto rappresenta il primo tentativo di giungere a quell'unità drammatica che raggiungerà la più alta espressione nelle ultime due opere del maestro di Busseto, ovvero 'Otello" e 'Falstaff"».