Ferisce un carabiniere scambiato per ladro
MILANO. Ha sparato due volte, forse per paura, credendo di trovarsi di fronte a dei ladri: invece un imprenditore del Milanese, Giovanni Sottile, 44 anni, titolare di un'azienda di ferramenta, ha colpito all'addome un vicebrigadiere dei carabinieri, che con un collega era entrato nel suo capannone perchè era scattato il sistema d'allarme. Il capo-pattuglia ferito, Mauro Boccoli, 40 anni, dopo essere stato sottoposto a due operazioni chirurgiche è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza (Milano). I medici, sulle sue condizioni, sembrano ottimisti.
La prognosi rimane comunque riservata. Giovanni Sottile, titolare della ditta Ignazio Sottile, che si trova sulla statale dei Giovi, nella frazione di Copreno di Lentate, ha reso dichiarazioni spontanee, nel corso della notte scorsa, nella caserma di Desio in provincia di Milano ed è poi è tornato a casa. Per lui è probabile, ora, l'accusa di eccesso colposo in legittima difesa. Lo deciderà nelle prossime ore il pubblico ministero di turno di Monza.
Il vicebrigadiere Boccoli è sposato e ha un figlio di 10 anni. E' anche insignito della medaglia d'argento al valor militare: il riconoscimento gli era stato concesso dopo un conflitto a fuoco avvenuto il 3 agosto 1993, sempre a Lentate sul Seveso, quando i carabinieri avevano sventato una rapina alle poste uccidendo un rapinatore, ferendone un altro e catturandone un terzo.
Questa la ricostruzione dell'episodio fatta dai carabinieri: la pattuglia della stazione dell'Arma dei carabinieri di Lentate è arrivata intorno a mezzanotte davanti alla ditta dove era scattato l'allarme acustico e luminoso: il capo-pattuglia, con un collega, è entrato nel cortile del complesso, che comprende il negozio, dove sono esposte cassettiere e armadietti in ferro, una palazzina e, a una cinquantina di metri, la villetta dove abita il titolare.
Il cortile era illuminato e deserto: i carabinieri hanno sentito un rumore, e sono entrati nella palazzina, salendo le scale. Da sotto è arrivato Giovanni Sottile che ha visto due figure per le scale. I carabinieri, ovviamente in divisa, hanno gridato due volte: «Fermo, carabinieri».
L'imprenditore ha sparato due colpi. Uno dei proiettili ha ferito il vicebrigadiere all'addome. Anche se ferito, il carabiniere ha avuto la freddezza di capire che non si trattava di un rapinatore e ha urlato al collega: «Non sparare, non sparare!».
Altrimenti per Sottile poteva anche finire male. «Ho visto solo la pistola - si è giustificato poi l'imprenditore, avvicinato all'uscita dalla caserma - Non ho sparato per difendermi - ha aggiunto - ma solo per scappare. E' colpa di questo clima - ha spiegato -: ci sono troppe rapine, si ha paura».
I carabinieri hanno confermato che Giovanni Sottile è titolare di un permesso di detenzione d'arma e possiede una Glok, una pistola semiautomatica calibro 9, con cui ha sparato, e un revolver calibro 357. L'unica cosa che resta ancora da chiarire è se il permesso per la detenzione delle pistole fosse limitato alla sua casa o si estendesse anche al capannone.