Sciopero dei treni, i ribelli cantano vittoria

ROMA. Sono stati 113 su 321, un terzo circa, i treni in servizio ieri, giornata di sciopero dei ferrovieri per la sicurezza dei viaggi e contro lo scorporo delle FS. Questo dice il sito Trenitalia, contattato da 162.000 persone, mentre altre 45.000 si sono rivolte al numero 892021. E' stato un braccio di ferro, in cui l'uno non riconosce la vittoria dell'altro. Da una parte i sindacati cantano vittoria, ostentando una adesione del 90%, dall'altra le Ferrovie dichiarano che la partecipazione è stata inferiore al 15%.
Resta il fatto che l'adesione allo sciopero, che la commissione di garanzia e il ministro Pietro Lunardi avrebbero voluto solo di otto ore, ha portato la direzione delle ferrovie ad una massiccia cancellazione dei treni, soprattutto a lunga percorrenza e a continui aggiornamenti del programma da parte di Trenitalia.
I sindacati che hanno proclamato lo sciopero di 24 ore che è finito ieri sera alle 21, appartengono a sei sigle: Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Orsa, Sma e Ugl. Hanno chiamato in servizio solo i ferrovieri che hanno garantito i viaggi dei pendolari e alcuni treni a lunga percorrenza.
«La partecipazione del restante personale è altissima» dice una nota congiunta sullo sciopero «sono completamente chiusi molti impianti non legati alla circolazione dei treni, officine e uffici sono vuoti. I ferrovieri stanno rispondendo cosi a chi ha tentato di limitare il diritto di sciopero attraverso cavilli giuridici e tentativi autoritari che non hanno precedenti».
I sindacati fanno riferimento all'atteggiamento del ministro Pietro Lunardi che, ancor prima dell'audizione che avevano chiesto, ha detto di consentire solamente una protesta di otto ore, come aveva deliberato la commissione di garanzia.
L'attacco più duro è venuto dal sottosegretario Maurizio Sacconi il quale ha parlato di «palese violazione della delibera della commissionee di garanzia sul diritto di sciopero da parte dei sindacati confederali». Quest'atteggiamento sindacale «deve indurre a riflessioni sul rincorso crescente dei settori più radicali e corporativi a danno degli utenti e dell'economia del Paese». Secondo Sacconi alcuni sindacalisti hanno un progetto «politico» contro questo governo e non sono indipendenti.
Stando invece ai sindacati, una percentuale di adesione del 15 per cento è cosi bassa da essere persino ridicola. «Questa volta le bugie delle Ferrovie sui dati di adesione allo sciopero dei ferrovieri sono talmente grosse da coprirsi di ridicolo», dice Franco Nasso (Cgil) aggiungendo: «probabilmente il solerte funzionario dell'azienda che ha comunicato i dati alla stampa ha aperto la cartellina sbagliata, chissà a quale sciopero si riferiva».
Aerei. Il Sult che due giorni fa ha proclamato uno sciopero di quattro ore «riuscito in pieno» degli assistenti di volo, ha confermato il fermo di ventiquattro ore per il giorno 21 febbraio, ma si dice pronto «alla trattativa ad oltranza con l'azienda, con l'Enac e con il ministero dei Trasporti».
A. F.