«Non esiste il senso di responsabilità»
VARZI.Il caso di Varzi visto da Maurizio Ramonda, psichiatra, collaboratore del famoso criminologo Maurizio Picozzi (superesperto dei delitto di Cogne e di Novi Ligure).
«La premessa doverosa - avverte Ramonda - è che ho una conoscenza per cosi dire esterna, e non diretta, della vicenda. La mia valutazione, quindi, non può che essere di carattere generale, e prescinde dai dettagli». Un dramma maturato in un contesto familiare di estrema precarietà e tensione: «Quando i fattori sociali ed educativi, sia interni che esterni alla famiglia - osserva lo psichiatra - hanno una bassa valenza, chi vive in quella realtà ha una scarsa percezione dei diritti altrui. L'altra sindrome può essere il suo trasformismo, che si esplica in atteggiamenti gentili e rispettosi verso alcune persone, aggressivi e violenti verso altre». Una sorta di personalità bivalente, dunque. Il carcere, in questi casi, aiuta o rischia di peggiorare la situazione? «Il carcere è il limite sociale che si pone quando è caduto ogni altro limite. Il giudice interviene per porre quel freno che, in passato, non si era mai riusciti a mettere. Bisognava intervenire quando si era ancora in tempo, negli anni dell'adolescenza. Ma purtroppo non è avvenuto».