E il governo pensa di spostare le centraline
PAVIA.Il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, smentisce la possibilità di un decreto che tolga le castagne dal fuoco alle città che hanno quasi raggiunto il limite annuo di superamenti di Pm10. Ma dice che molte centraline sono posizionate male, gonfiando di fatto il livello delle polveri sottili. Una posizione che fa nutrire qualche dubbio su una soluzione «politica» del problema inquinamento.
Tutto nasce da studi del Cnr, secondo cui il Pm10 da traffico è un terzo del totale, e le targhe alterne e i blocchi incidono per l'8% sull'abbattimento delle polveri. Cosi il ministero dell'Ambiente, insieme ai Comuni, ha svolto un lavoro tecnico per mettere a punto linee guida sul posizionamento delle centraline. Linee guida che saranno tra gli argomenti all'ordine del giorno nella riunione con l'Anci, la prossima settimana. Obiettivo: individuare il vero colpevole dell'emergenza distinguendo tra polveri da traffico e le altre.
E sull'argomento il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, ha precisato che «non c'è nessun decreto» e che il piano «risponde alle indicazioni dettate dalla Ue». «Il nostro obiettivo - ha spiegato - è dare ai comuni la possibilità di effettuare un monitoraggio che dia più tranquillità». In sostanza «una sistemazione più consona alle centraline altrimenti alcune città risultano in fibrillazione e altre meno». Secondo la Ue, infatti, le centraline vanno posizionate «in zone non rappresentative del traffico ma della popolazione esposta alle emissioni da traffico». Spesso invece, nelle città italiane, accede che, ha rilevato Matteoli, «le centraline si trovino vicine ai semafori o direttamente a livello dei tubi di scappamento». In tutto 86 quelle presenti nelle 8 grandi città italiane, secondo gli ultimi dati Apat. Situazione che confonde i ricercatori.