Candia, la Pierina torna a bruciare Una tradizione viva da 400 anni

CANDIA.Nell'anno del Signore 1600 Pierina nacque alla Peschiera, una palude dove poveri uccellari e pescatori avevano costruito le loro misere abitazioni. L'ultimo giorno di carnevale di 17 anni dopo, il 10 febbraio, gli Spagnoli riconquistavano Candia ai danni dei Piemontesi e, alle otto di sera, un plotone comandato dal tenente don Matteo Moran del Castillo ordinava a Pierina di salire sul rogo.
Una leggenda popolare o una storia realmente accaduta? Di certo ci sono solo due fatti: i dettagli del patriottico tradimento della bella Pierina codificati nel gennaio 1974 sul periodico locale Rulin da Camillo Soldato, sindaco di Candia e nonno del magistrato Piercamillo Davigo, e il corteo mascherato che ogni anno rievoca il rogo carnascialesco.
Cosi succederà anche questa sera, quando Alessandro Pelizza, presidente del Comitato della Pierina composto da cittadini rigorosamente residenti in via Peschiera, chiamerà a raccolta candiesi e curiosi provenienti dai paesi limitrofi e da fuori provincia, intonando la melodia «Ascoltate tutti quanti/la gran storia della Pierina/è una bella ragazzina/di bellezza in quantità». L'unica eccezione al programma sarà l'abolizione dello spettacolo pirotecnico che chiudeva tradizionalmente il rogo della diciassettenne: la somma già a bilancio sarà devoluta alle popolazioni del Sud-est asiatico colpite dal maremoto del 26 dicembre.
Una seconda novità sarà la partecipazione degli attori del gruppo dialettale lomellino Mägätlon, che si caleranno nelle vesti di soldati e popolani, di ufficiali e di magistrati spagnoli. «Quest'anno è stato proposto agli attori guidati da Carlo Zanotti di realizzare uno spettacolo che si concluderà con il rogo organizzato dal Comitato della Pierina - spiegano gli organizzatori, Comune e biblioteca -. Inoltre, è stata invitata la Cornfield rock band di Palestro, reduce dal successo al quinto trofeo internazionale di Malgrat de Mar, che eseguirà la canzone della Pierina, scritta e musicata da Camillo Soldato, mentre il fantoccio brucerà sul rogo».
Alle 20.30 il famoso carnevale in costume inizierà con lo spettacolo musicale in via Borgoratto e in piazza San Carlo: alle 21.15, via al coreografico processo alla Pierina, seguito alle 22 dal rogo della candiese che ingannò gli Spagnoli. Durante la serata il Volontariato San Rocco di Valle servirà vin brulé e frittelle. Il carnevale candiese è uno dei più suggestivi della Lomellina e dell'intera provincia di Pavia: alla popolazione il merito di aver rivalutato un episodio leggendario.
Nel 1617 infuriava la guerra fra gli Spagnoli e i Piemontesi: i primi, comandati dal governatore di Milano, Inolosa, occupavano il territorio della sponda sinistra del Sesia, da Palestro a Candia. I secondi, comandati dal principe Tommaso di Savoia, controllavano la sponda opposta del Sesia, da Vercelli a Motta de' Conti. Un giorno, Pierina si reca nel bosco a fare legna alla Villata, gruppo di case fra il porto natante e la frazione Terrosa. Fra i campi incontra un caporal maggiore spagnolo brillo, da cui viene a sapere che i soldati avrebbero gozzovigliato tutta la notte per festeggiare il giovedi grasso e nessuno sarebbe stato di guardia al ponte. Rientrata a casa, Pierina racconta ai genitori: «A Motta de' Conti ho parlato ai Piemontesi. Questa notte passeranno il Sesia e saremo liberi». Il 5 febbraio la cavalleria piemontese attacca di sorpresa gli Spagnoli a Candia: oltre trecento si arresero, ma molti riuscirono a fuggire per un sotterraneo segreto che univa il castello al presidio di Cozzo. Due giorni dopo, da Palestro gli Spagnoli attaccarono Vercelli e i Piemontesi furono costretti a lasciare Candia. Per la bella ragazza era pronto il rogo.
Umberto De Agostino